Il mestiere di vivere

Il mestiere di vivere. Io non l’ho ancora imparato.

Sono a Sydney da un anno e un mese e non mi muovo, anche se qui la vita è carissima, anche se qui gli immigrati sono tanti e le opportunità poche. Specialmente se come me non hai un profilo tecnico altamente specializzato.

Non mi muovo perchè quando sei da solo dall’altra parte del mondo, ti aggrappi a ciò che ti sembra anche solo minimamente familiare e ricominciare da zero, anche solo a 50km di distanza sembra così faticoso…

Oggi sono triste. Sono triste perchè sono una cretina impulsiva e sentimentale, e non ho ancora imparato a essere diversa, per vivere meglio.

Questa mattina mi hanno chiamata dal lavoro, alle ore 8. Anzichè fare finta di nulla mi sono messa a sbuffare. Lui preparava la valigia per il suo weekend con gli amici e mi ha chiesto che cosa non andasse.

  • Nulla, non c’è nulla che non vada.
  • E allora perchè sbuffi?
  • Non è niente, davvero.
  • Vabbè, io vado, ciao. E sappi che essere sexy non è sufficiente.

Non potevo dirgli perchè stessi sbuffando, non posso dirgli la verità.  E questo già lo so, per cui è inutile che sbuffi, pensare prima di parlare, ma anche prima di sbuffare.

Non sono mai stata brava a mentire; a scuola, se solo pensavo di copiare, l’insegnante me lo leggeva in faccia. Non fa per me. Ma ci sono situazioni nella vita in cui non puoi fare altro, tipo quella in cui sono adesso.

Come faccio a dire a un ragazzo realizzato, super attivo e pieno di amici che mi stanno chiamando da un lavoro dal quale mi devono dei soldi che mai vedrò, per chiedermi dei favori che non mi porteranno nulla, e dove vengo sfruttata ma al momento è l’unica opzione che ho?

Come faccio a dirgli che da dieci giorni a questa parte io non so dove siano finite le mie giornate perchè mi sono chiusa in una bolla di depressione e solitudine in cui non lascio entrare nessuno?

Come faccio a dirgli che quando lo vedo temo già il momento in cui mi chiederà come sia andata la mai giornata, perchè devo inventare un milione di balle, visto che la stessa è stata composta di nulla?

Come faccio a dirgli che mi rendo conto che per cambiare la mia situazione devo agire ma non ne ho la forza? Che non so più che cosa sia il mattino perchè ho smesso di alzarmi?

Non posso dirgli tutte queste cose, perchè non voglio essere quella in una situazione di bisogno, più di quanto lui non lo percepisca già di suo. Eppure gliele vorrei dire, perchè fingere è troppo faticoso e poi si verificano situazioni come quella di stamattina, in cui sbuffo e mi lamento, senza dire perchè, e lui stizzito se ne va. E io non so se lo sentirò ancora, e capisco che non ho ancora imparato il mestiere di vivere. Perchè se c’è una cosa che non so assolutamente gestire è l’incertezza. E mi ci metto da sola, e sto lì a fissare un cellulare il cui schermo non si illumina.

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