Solitudine affettiva nella foresta pluviale

Dopodomani l’incubo è finito. Basta. 88 giorni fatti, si torna alla civiltà… Forse, come capirete dopo. 

Da quando sono arrivata qui nella foresta pluviale mi sono guadagnata i seguenti soprannomi: Indiana Jones e Lara Croft. In realtà non ho fatto nulla di eccezionale ma, fortunatamente visto il contesto, non soffro, a differenza dei più, di aracnofobia e danza e yoga mi hanno reso possibili alcune performance particolarmente acrobatiche, salvo poi distruggermi un ginocchio nella maniera più idiota del mondo. Comunque… I soprannomi di cui sopra bene esprimono l’idea che molte persone hanno di me, quella tosta, quella che non deve chiedere mai, quella che “tanto su sei forte, ce la fai”. Sarà vero… parzialmente. Molto parzialmente, perchè intendiamoci, io di qui ne sto uscendo devastata, ma non tergiverso rispetto a quello che voglio dire. Quello che voglio dire è che molte persone mi vedono appunto come la superdonna priva di sentimenti, quella pratica, che non si perde in smancerie, persino maschile in certi atteggiamenti e poi io una mattina arrivo, dal nulla abbraccio qualcuno e tutti restano sconvolti. La sottoscritta che si esibisce in slanci affettivi senza preavviso. Sì, assolutamente. Io degli abbracci ne ho bisogno. Lo so che fanno stare meglio, che tutti li desideriamo eccetera. Ma io ne ho proprio BISOGNO. 

Dopo tre mesi qui sono in un uno stato di carenza affettiva tale che mi viene da abbracciare persino gli alberi. Mi rendo conto che ho una folle necessità di contatto fisico. Oggi ho fatto un massaggio a un’altra ragazza, ho accarezzato i capelli di una appena arrivata, ieri sono arrivata al punto di accarezzare i capelli della figlia del fenomeno che gestisce la baracca. Il che è tutto dire. 

(Parentesi: Ma farsi toccare i capelli che cosa meravigliosa è? Se un giorno potessi avere del personale di servizio non me ne fregherebbe nulla della donna delle pulizie, o di quella che stira, tanto stirare è solo una questione di emergenza che raramente si verifica ormai. No. Io vorrei qualcuno che mi accarezza i capelli per un’ora, almeno 3 volte la settimana, ecco, questo sarebbe bello.)

Quindi sì, sono in questo stato fastidioso e molesto di seria necessità che sta andando totalmente fuori controllo per cui temo che mercoledì in aeroporto abbraccerò il tizio al metal detector e questi si sconvolgeranno e mi deporteranno per via di una condotta altamente deplorevole in una società di stampo anglosassone; sì potrebbe accadere ciò, e questo è il motivo per cui dico che forse ritorno alla civiltà, perchè appunto, magari mi arrestano. 

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