Stolen hugs in the down under.

Se voglio rimanere qui devo imparare a lasciar andare. Lasciar andare la rabbia nei confronti degli stronzi, ché se lo stronzo è il tuo capo, o trovi altro o devi subire, ma questo a ogni latitudine. Lasciar andare le aspettative, i dubbi, la sensazione di essere sempre in procinto di fare una scelta sbagliata, perchè basata su povertà di informazione. Lasciar andare l’ansia da prestazione e da risultati immediati a cui mi sottopongo sempre e che finora si è solo dimostrata il modo migliore per autosabotarsi.

Lasciar andare alcune persone. Perchè è tempo. Le persone per cui non sei abbastanza, non lo sei mai stata, ché con i mulini a vento ci hanno già combattuto.

E’ tutto il giorno che ho un nodo in gola e gli occhi velati e non so bene da dove arrivi tutto questo, perchè stia così. O forse lo so ma non me lo voglio dire. Piangere mi farebbe bene, ma so già che è fuori discussione, me ne andrò in giro così, con la faccia da anima in pena e ricaccerò le lacrime indietro fino al momento in cui rinunceranno a cercare di esprimersi.

Oggi pomeriggio ho incontrato la signora che ogni tanto viene qui a fare i massaggi ai clienti. Era la terza volta che la vedevo nella mia vita. La prima volta mi era stata antipatica. A cena parlava solo con una di noi, inglese, facendole mille domande, come se fosse l’unica persona  interessante (guarda qui l’egocentrismo come emerge, quando sei in una situazione in cui già ti senti discriminata su base della nazionalità, rasentando la paranoia…). Poi qualcuno mi ha raccontato un po’ la sua situazione, decisamente disastrata se non drammatica, e ho pensato a quanto in fretta l’avessi giudicata, senza chiedermi che cosa quella persona potesse stare passando nella sua vita per essere svampita ai limiti della maleducazione. La seconda volta in cui l’ho vista ho fatto il primo passo e abbiamo chiacchierato un po’. Mi è sembrata una persona buona d’animo ma veramente distrutta ed estenuata da ciò che sta passando nella sua vita privata, al punto da non essere lucida.

Oggi  pomeriggio mi ha guardata e mi ha chiesto come stessi. Ho risposto “bene, grazie”. Me l’ha chiesto nuovamente. Ho risposto sempre la stessa cosa, ma avete presente quando dite una cosa e il vostro viso e il vostro corpo dicono tutt’altro? Ecco. Io di solito non lo faccio, sono sempre molto onesta, ma non ho nemmeno voglia di dire agli sconosciuti i fatti miei. Tuttavia, è innegabile che non stia bene, che sia profondamente triste e molto preoccupata, e sola. Lo si vede da qualunque angolazione mi si guardi, se uno ha voglia di vedere. Così al mio secondo”bene”, metallico e stridente con tutto il resto, mi ha guardata e mi ha detto: “vuoi un abbraccio? mi sembra che tu ne abbia bisogno, non ti conosco molto ma ho la sensazione che tu abbia un peso sull’animo”.

E io mi sono presa l’abbraccio, di questa semisconosciuta, che le mie paure avevano giudicato con tanta fretta. Perchè qui è così. L’Australia è un continente di passaggio. Ci si incontra ma spesso la condivisione è simile a quella delle persone “porzione singola” di Fight Club, si sa in partenza che non sarà un rapporto di anni, forse nemmeno di mesi.  Le persone vanno e vengono, si condivide qualcosa e poi ognuno per la sua strada. Qui è naturale organizzare un viaggio o una vacanza con degli sconosciuti per dividere le spese, fare un progetto con una persona conosciuta il giorno prima, accettare l’abbraccio di una semisconosciuta. Si impara a trovare nella precarietà ciò che in qualche modo ci fa sentire stabili.

Quel compagno di viaggio casuale può sostituire il tuo amico più caro? Quella persona che ti risponde al telefono nel cuore della notte ti conosce e capisce bene come la tua migliore amica? Quell’abbraccio colma il bisogno delle braccia della persona che vorresti ti stringesse al posto della massaggiatrice? Ovviamente no. Ma come dico spesso viviamo in un momento storico in cui avere degli affetti è un lusso riservato a pochi.

Non so dove porti questo modo di vivere, di adattarsi a fare del proprio meglio con ciò che si ha, persone incluse. Forse si diventa più superficiali o distaccati o cinici o magari semplicemente ci si abitua alla sensazione di sapersi soli. Ho bisogno di più tempo per darmi una risposta ma non so se rimarrò qui abbastanza per capirlo.

 

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