Si no respiro es por no ahogarme

E’ molto che non scrivo. Avere seri problemi con la tastiera non aiuta, ma del resto in un posto umido come questo, dove temo che il passaporto si disintegri causa umidità, il fatto che le apparecchiature elettroniche abbiano problemi è il minimo.

In verità non scrivo da nessuna parte, nè qui, nè sul Moleskine, nè via mail. Da Pasqua a oggi sono stata talmente male, sempre peggio, che non ho più scritto. Mi sono creata una barriera anestetizzante verso qualunque cosa che adesso, con molta fatica, sto cercando di rimuovere. Sono fatta così, quando sto male non comunico, con nessuno, nemmeno con me stessa. Negli anni ho imparato che questo atteggiamento non mi aiuta per niente, anzi, peggiora le cose, ma non ho ancora imparato a modificarlo. Ciò che ho capito da quando sono qui è che ci sono un po’ di cose di me che devono cambiare, e anche in fretta.

Non ricordo l’ultima volta in cui ho sentito mia madre, alla fine anche lei ha rinunciato a cercare di mettersi in contatto con me.

Sono quasi alla fine di questi 3 mesi di delirio per il rinnovo visto. 5 giorni. Avrei voluto vivere meglio gli altri 83, o almeno una sessantina degli stessi, ma rimuginare è inutile. Cambiare è utile, il resto è chiacchiericcio fine a se stesso.

A volte mi dico che scriverò di questo periodo quando sarò tranquilla e col visto rinnovato in tasca, ma sinceramente non so quanto avrò voglia di rivivere tutto questo.

Le ultime due settimane sono state segnate anche da molti lutti. Uno nella mia famiglia, nulla di trascendentale, ma ricevere determinate notizie via mail ti fa capire quanto tu sia veramente dall’altra parte del mondo. Altri 3 vissuti da persone a me care. Tre persone per cui non ho potuto fare nulla, perchè sono dispersa nella foresta pluviale. Ho manifestato la mia vicinanza, fatto le condoglianze, offerto una spalla visto che ne ho due, ma non ho potuto esserci fisicamente. Con almeno due di queste persone ho potuto esserci telefonicamente. Perchè la questione è anche quella, poter fare una telefonata. Sembra banale, ma vi assicuro che quando si sta male dall’altra parte del mondo, si vorrebbe sentire una voce amica, e… e in quel momento ci si rende conto di quanto invece si sia soli, perchè su Skype non c’è nessuno, o magari non hai internet e tutto ciò che hai sono 3 o 4 numeri di telefono da chiamare, persone magari viste una volta, magari mai, ma che sono qui e sanno che cosa voglia dire essere QUI. Non ci avevi pensato prima di partire? Eh no, non ci avevo pensato. Cioè avevo messo in conto nostalgia, mancanza e solitudine, ma non avevo immaginato quel momento in cui hai proprio bisogno di parlare con qualcuno e ti sembra un’impresa titanica, scorri una rubrica senza speranze, componi qualche numero, e riagganci nel buio e nel silenzio.

Alcuni dopo i 3 mesi in farm tornano indietro. Se ne fregano di avere il visto per 2 anni, mandano tutto all’aria e tornano a casa. Li capisco, la voglia ti viene. Io però almeno per il momento cerco di non tornare e spero di riprendere invece a vivere e a scrivere, e spero soprattutto che questo sia il peggio che vivo qui, perchè oltre non credo di poter tollerare.

(Lo so che è un post orribile ma almeno ho scritto qualcosa, con sforzo immane, giuro)

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2 Responses to Si no respiro es por no ahogarme

  1. mrsgombs says:

    Non è un post orribile.

  2. elena says:

    Ti aspettavo! Un abbraccio 🙂

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