L’oceano e l’altrove.

Nella foresta pluviale è sera. Si sentono solamente i grilli. Sono sola, a tradurre in uno stanzino, dove prende il wifi, lo zampirone ai miei piedi. Mi manca la risata di Clara.

Esco sulla terrazza a fumare una sigaretta. Oltre il fogliame degli alberi c’è l’oceano, le cui onde si infrangono tranquille e monotone,  rassicuranti forse, per un animo inquieto.

Nel cielo nuvole sottili si rincorrono veloci e coprono le stelle ma non la luna, che piena ne è solamente velata, creando intorno a sè un alone rosa e dorato.

Una parte di me vorrebbe sedersi qui con te, e il silenzio intorno, interrotto solo dalle tue parole, che io seguirei muta, accarezzandoti ogni tanto il braccio, accompagnandole con un sorriso.

Un’altra parte vuole rimanere sola a fissare la luce di quella barca lontana, a chiedersi chi ci sia a bordo e quale sia la sua meta, per distogliere un attimo il pensiero da quella meta che io vorrei avere ma che ancora mi manca.

 

Advertisements
This entry was posted in Australia, deliri inutili, Emigrazione, Quel Vietnam che è l'amore.. Bookmark the permalink.

2 Responses to L’oceano e l’altrove.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s