Mancanza nella foresta pluviale.

Le giornate scorrono lente e monotone. Negli ultimi giorni il mio umore non è nemmeno granchè, e quando non sto granchè mi viene difficile scrivere.

Stamattina poco dopo la sveglia ho pensato che è un po’ come stare facendo il servizio militare quest’esperienza… Sono stata mangiata viva dalle zanzare, e per mangiata viva intendo MANGIATA VIVA. Questo ti fa rendere conto di come fosse idiota lamentarsi di due zanzare in Italia quando il tuo corpo è ricoperto di punture da testa a piedi e qualunque parte tocchi ti sembra una carta geografica in rilievo, nonostante tu sia costantemente ricoperta di veleno.

Non mi dilungherò nel chiacchiericcio su ciò che accade qui oggi, ciò di cui vorrei scrivere adesso è invece la mancanza.

Da quando sono in Australia mi sono abituata alla mancanza di alcune cose. Ho smesso di dolcificare le bevande, ora bevo tutto amaro. Così non si spende in dolcificanti e non si hanno problemi dove il dolcificante non ce l’hanno, si è a posto ovunque.

Sento la mancanza del fumare quando mi va, raziono le sigarette e il fumo mi manca, mi manca moltissimo in tutte quelle ore in cui me lo nego. Non sono ancora arrivata alla riduzione che vorrei ma ci sto lavorando.

Mi manca il potermi muovere autonomamente, lo sport, il farmi la spesa da sola e mangiare ciò che desidero, per quanto riguarda questa situazione nello specifico.

Mi manca moltissimo anche una persona.

Ma vi dirò, quello che ho capito è che alla mancanza ci si abitua. Si arriva a un punto nella vita in cui si capisce che la sensazione di mancanza è qualcosa di fisiologico, che è estremamente difficile non sentirla, non importa quale sia il contesto. E’ difficile avere sempre tutto ciò che desideriamo, soprattutto perchè in quanto esseri umani siamo abituati a desiderare continuamente e non sentirci mai soddisfatti. Quando ci si rende conto che tutto non si può avere, e che anche se lo avessimo, non sapremmo dove metterlo quel tutto, e che comunque non sarebbe mai abbastanza, si inizia a vivere meglio, con una maggiore consapevolezza, grazie alla quale si riesce a filtrare quello che è un desiderio reale dalle banali smanie dell’ego. E il desiderio reale lo puoi gestire, se ragioni da persona adulta.

Questo non vuol dire che non senta più la mancanza, perchè io la mancanza delle cose che ho elencato sopra la sento eccome. Ma la accetto. Il che non significa dimenticare, o smettere di desiderare ciò che seriamente ti manca, ma saperci stare con quel vuoto, senza puntare i piedi come un bambino che fa i capricci. Riconoscendolo per quello che è: una parte delle proprie emozioni, non la totalità delle stesse.

Si sta con il vuoto, e non se ne muore. Al massimo viene un po’ di torcicollo, nel caso in cui il vuoto sia quello dato dalla mancanza di persone che sono altrove.

Questo è ciò che guardo io oggi, mentre me ne sto un po’ con la mia mancanza:

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2 Responses to Mancanza nella foresta pluviale.

  1. Laccagialla says:

    Beh almeno la tua mancanza ha un bellissimo sfondo 😉 ti continuo a leggere. Ti ammiro…sei forte e coraggiosa!

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