Togliere

Avrei voluto raccontarvi dell’Australia, ma è tardi, sono stanca e domani ho un aereo da prendere. Così parlerò di me perchè l’ego è più facile da raccontare rispetto all’esperienza.

Oggi avrei potuto essere a Roma a fare un colloquio per una importante azienda italiana. Quando mi chiamarono ci pensai, avevo già il biglietto per un’avventura senza capo nè coda da una parte e la possibilità di entrare in un’azienda statale, con tutte le tutele del caso, dall’altra. Spostare la partenza? Non esitai un momento, dissi no grazie. Perchè meglio fare la cameriera o la donna di servizio in Australia che servire uno Stato che di me se ne frega. Questa è stata la mia scelta, nè giusta nè sbagliata, ma sicuramente mia.

Se avessi spostato la partenza non avrei potuto decidere di chiedere il secondo visto, non ne avrei avuto il tempo. Invece da domani cercherò di ottenerlo con tutte le mie forze, anche quando sarà difficile e mi sentirò stanca e sarò sola, e senza soldi, ché vado a fare volontariato e per i motivi di cui sopra le mie finanze non sono così floride.

Oggi è stata una giornata del “togliere”. Sto imparando a 30 anni a togliere. A partire con lo zaino in spalla, che per quanto possa essere capiente te lo porti appunto in spalla e non sei Van Damme tu.

Togliere può iniziare con un gesto concreto quale quello di accorciarsi le unghie. Significa rinunciare al vestito carino e alle scarpe chic, perchè la comodità viene prima di tutto se fai il backpacker, la crema idratante è di troppo, hai già due lozioni solari perchè ti serviranno ben più dell’emolliente, e l’insetticida. Togliere vuol dire un filo di trucco e nulla di più, forse una volta ogni due settimane, fare il bucato quotidianamente e imparare a sbattersene di quello che vorresti ma che in fondo non ti serve. L’asciugamano da spiaggia diventerà anche quello da doccia, il pareo potrà fare da vestito, i gioielli saranno il sorriso e gli occhi brillanti dalla gioia del vedere un nuovo mondo, e va bene così.

Togliere vuol dire rinunciare al libro, perchè alla fine la Lonely dell’Australia sembra le pagine gialle (consiglio: compratevi solo le sezioni dedicate alle parti che visiterete effettivamente, a meno che non partiate come me senza sapere dove caspita andrete a finire).

E tuttavia so di non aver tolto abbastanza. So di dover imparare, e in fretta a rinunciare a molte più cose di quanto non faccia, perchè ciò che sto togliendo non è sufficiente a supportare la mia scelta.

Togliere vuol anche dire togliere emotivamente, liberarmi di ciò che nell’anima non mi serve, delle emozioni e delle paure accessorie che adesso non posso permettermi di prendere in considerazione, perchè ho già abbastanza a cui pensare senza andarmi a cercare ulteriori problemi.

Togliere vuol dire rendersi conto di quello che hai dentro, che a volte, per quanto ci provi non se ne va.

Oggi ho anche liberato la memoria del cellulare, salvando alcune foto ed eliminando le altre. Per cui le ho ripercorse tutte.

C’era questa:

DSC02928

Che è una foto orribile fatta da una che sta guardando Notting Hill in aereo. Era una foto fatta per essere inviata a una persona, però è rimasta lì, per una sorta di tutela dell’amor proprio. Poi c’era un’altra foto, la foto di una via a Torino assolutamente anonima per i più. Non per me. Quella via, con i suoi palazzi orrendi dal punto di vista architettonico, è forse l’unica cosa a cui vorrei davvero tornare, l’unica di cui sento la mancanza al punto da crearmi dolore allo stomaco. Questo pensiero è quello che vorrei togliermi dall’anima, ma non sono pronta a lasciarlo andare. Me ne sono resa conto oggi. Se gli occhi guardano al cielo australiano e pensano: “Caspita, è proprio vero che il cielo australiano è spettacolare”, c’è sempre una parte dell’anima che invece guarda là, a quella via, dove smisi un attimo di respirare e non per la bruttezza degli edifici.

E non c’è nulla di più triste che cercare uno sguardo troppo lontano, specialmente quando sai che era lontano anche quando nemmeno un metro di distanza vi divideva. Perchè la verità è che non serve andare dall’altra parte del mondo per sentirsi soli.

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2 Responses to Togliere

  1. Maria Emma says:

    A mio modestissimo parere hai fatto la scelta giusta, non rimpiangerei il mancato colloquio.
    In bocca al lupo, seguo con grande interesse la tu nuova avventura!

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