Tighten up. Andare in Australia.

Ho fatto il biglietto un mese fa. Mi sembrava di avere un sacco di tempo. Per fare tutto, e vedere tutti. La realtà è che sono la regina della procrastinazione e il “sacco di tempo” l’ho gestito veramente male.

Quindi in buona sostanza… questa cosa di me deve cambiare, ecco.

Mancano poche ore alla partenza e le emozioni che provo sono una commistione tale di sentimenti che non perdo tempo a descrivere sia perchè sono veramente incasinati e contorti, sia perchè qualche ora devo pur dormire.

Aggiungerei alcune note di colore a questa partenza:

– mia madre che si impone a Torino per aiutarmi e poi sta muta a fissare una pila di vestiti senza dire: “toglierne qualcuno?”. Allora, Silvia, se non ci fossi stata tu ieri sera io sarei probabilmente rimasta qui a smistare vestiti per un altro mese.

– La tizia che mi deve ospitare al mio arrivo mi ha chiesto il dvd della 4a stagione de La signora in giallo. I mean… SERIOUSLY?!? Cioè, esistono? Ad ogni modo mi spiace molto per lei ma non avrò il tempo di soddisfare la sua richiesta, che ho letto poco fa.

– Ho troppi vestiti. Veramente.

– Mio padre ieri ha telefonato a mia madre per chiederle se mi avrebbe portato lei in aeroporto. In realtà io in aeroporto ci volevo andare da sola ma la madre elicottero italiana non si smentisce mai. Lei quindi ha risposto di sì e lui ha replicato “ah, bene, perchè io non me la sento”. Chi lo conosce riderà tantissimo.

– Mio padre 2. Lo chiamo stasera per salutarlo. Mi dice che Sydney comunque è la 5a città più cara al mondo. Una settimana fa ci aveva tenuto a sottolineare come tra i 20 e i 30 anni si costruisca il proprio futuro, dopo è tutto un declino. (io vado per i 31, nda).

– Mio padre 3. Lo rassicuro sul fatto che se non mi sente appena atterro a Sydney non si deve preoccupare, alla fine si sa che gli australiani sono cagacazzo in aeroporto e chissà quanto ci metterò a uscirne. Spero di avere tutto a posto. Gli dico poi che tanto, se cade un aereo si sa, per cui che stia tranquillo. Risponde: “Una volta un pescatore calabrese, affiliato alla ‘ndrangheta mi disse – le brutte notizie arrivano da sole, non serve che tu le vada a cercare -“. A posto.

– Mio fratello. E’ uscito senza salutare qualche ora fa, non ha mosso un dito per aiutarmi e non credo lo vedrò domattina. Ah, e arrivato ora… si chiude in camera, ok.

– A Istanbul starò dieci ore. Cercherò di uscire dall’aeroporto e non perdermi. Che cosa farò fuori è tutto da pianificare. Avrò 3 ore e un aereo a disposizione (siamo in 18 su quel volo) per farlo. Se non mi addormento, perchè io in aereo mi addormento SEMPRE, ancora prima che decolli.

– I dollari australiani sono FIGHISSIMI!!! Colori sgargianti e sembrano seta.

– Aver fatto ufficio postale e banca nella stessa giornata mi ha fatto capire che nonostante io abbia il cuore spezzato andando così lontano dai miei affetti, è meglio che mi faccia furba e cerchi di vivere al meglio questa esperienza perchè questo è un paese veramente destinato al collasso.

– All’ufficio postale mi ha raggiunta LUI. Io ero allo sportello e mi sono tolta la giacca perchè mi si è alzata la temperatura corporea di un 30 gradi improvvisamente, mi si è chiuso lo stomaco in maniera repentina e l’aria ha smesso di circolare nel mio corpo per un po’. Il prima e il dopo lo sportello (dove peraltro c’è sempre gente che litiga con i cassieri standoti affianco o alle spalle, che voglio dire, è il mio turno, mi fai fare quello che devo fare?), scusate ma me lo tengo per me.

– Sono andata a ritirare il cud dai filibustieri, che sono in liquidazione. Hahaha.

– Ho ricevuto l’abbraccio più bello del mondo da un amico che per me è insostituibile e che oggi devo dire, era anche particolarmente figo. Risalita in macchina suonava So Far Away degli Avenged Sevenfold. Non penso fosse un caso.

– Un altro mio caro amico ha trovato il modo di passare a farmi un ultimo saluto nonostante la mia totale disconnessione e delirio mentale di queste ultime 48 ore. E di questo gli sono infinitamente grata.

Incrociate le dita per me, che riesca a rimanere almeno un anno dall’altra parte del globo e mi riempia di bellezza. Che riesca a cambiare quelle parti di me che a volte mi fanno vivere male ed essere un’amica assente. O una che si riduce sempre all’ultimo quando aveva tutto il tempo del mondo.

Silvia e Marco… dovrò cercarmi due case laggiù che mi sembrino le vostre, solo così mi sentirò a casa.

E se torno prima dello scadere dell’anno… nulla, ci abbracceremo più spesso e tant’è.

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