Lo canta anche Bowie che è Valentine’s Day

La mia bacheca di Facebook è una carrellata di opinioni su San Valentino.

Le varianti sono più o meno:

– Scopate! (i pragmatici)

– Non importa se sei solo, è la festa dell’amore, tu ama in generale. (i filosofi)

– Che festa di merda. (gli hater)

– Foto di coppie alci o cervi. (i rosiconi)

– Buon San Valentino a tutti! (i classici)

– Caccia al primino! (i nostalgici)

– Guardate che San Valentino è morto decapitato. (i sanguinari)

Poi ci sono gli innamorati pucci pucci, quelli che non hanno bisogno di sbandierare nulla e quelli che festeggiano con stile, ad esempio regalando alla fidanzata due biglietti per un concerto di quelli da non perdere.

La mia domanda è: C’è qualcuno che non ha un’opinione su San Valentino? (sembro acida?)

Non essendo una persona coerente, e trovando ridondante tutto ‘sto tam tam sull’argomento invece ci scrivo su un post pure io. Tanto per. Non ho molta voglia di fare della facile retorica sulla festa, rispetto alla quale sono abbastanza indifferente. Se in coppia lo festeggio altrimenti non ne faccio un problema.

In 30 anni ho passato 2 San Valentino da “fidanzata”. Con la stessa persona, che era la persona sbagliata. Il primo anno uscivamo insieme da un mese e mezzo, io volevo fargli un regalo, perchè adoro fare regali anche senza motivo, figuriamoci col motivo… ma no, non si poteva, non si doveva festeggiare perchè lui “esco da una storia di 4 anni”… ecc. ecc. ecc. Perdonate il francesismo ma… Du’ balle. Col senno di poi gli avrei detto: “Ciccio, superati i tuoi “ex-traumi” poi al limite si riparla di uscire tu e io”. Ma era la fase “quando ero idiota” e tant’è.

Il secondo anno, sempre con lui, io avevo uno strappo muscolare causato da troppo entusiasmo nel fare la spaccata a danza. Ci vedemmo dopo lavoro, in un bar vicino casa mia. Ero preoccupatissima e avrei voluto andarmi a far vedere, ma non me la sentivo di guidare con la gamba in quelle condizioni. Una persona normale (nemmeno premurosa, NORMALE) mi avrebbe detto: “vai a casa, vado a prendere l’auto, ti vengo a prendere e ti porto a farti vedere, così sei più tranquilla”. Lui no. Ci sedemmo al bar, consumammo un caffè e una spremuta, pagai io e andai a casa. Il giorno dopo un amico mi venne a prendere dopo il lavoro e si fece 4 ore di pronto soccorso con me. Tenendomi anche allegra, peraltro.

Quindi vedete che essere in coppia non vuole necessariamente dire passare un bel San Valentino.

Ieri ho visto due ragazzi baciarsi contro un portone. Sembravano usciti da una poesia di Prévert. Ero felice per loro. Stavo andando a trovare un amico che mi ha fatto un mega regalo, di quelli che commuovono, e, dimentica del fatto che oggi fosse San Valentino gli ho proposto un concerto. La sua risposta: “Domani è San Valentino”, ammetto essere stata un po’ una botta. Lo so che ha una ragazza da qualche mese ma è stata un po’ una botta comunque. Tipo che guardi nel vuoto e pensi “ah, gia!”. Perchè quando un amico, che era il tuo fidato compare di singletudine convinta, si fidanza ci metti un po’ a metabolizzare la cosa. Ovviamente sono contenta per lui, se lui è contento.

Per quanto riguarda stasera sono molto contenta, perchè starò con una delle persone più importanti della mia vita, l’amica di cui non potrò mai fare a meno. E lei sarà su un palco che canta e io penserò: “Guarda che amica che ho! Guarda che donna!” E poi glielo dirò e la abbraccerò, perchè al momento non ho ancora trovato nella mia vita una forma di amore che sia più grande, completa e disinteressata dell’amicizia.

Parlando sempre di amore e saltando di palo in frasca, mi sono trovata casualmente a riflettere su una delle frasi più citate del poeta John Keats, tratta da una lettera alla sua amata Fanny Browne:

“Vorrei che fossimo farfalle e che vivessimo tre soli giorni d’estate – tre giorni così, con te, sarebbero più colmi di delizie di quante ne potrebbero contenere cinquanta anni di vita ordinaria.”

Voleva vincere facile Keats, parafrasandolo col linguaggio pubblicitario odierno, meno poetico ma più concreto.

Il mio augurio a tutti gli innamorati invece, è di vivere anni pieni di delizie, di essere capaci di capirsi e sorprendersi a vicenda, senza aspettare che una data sul calendario gli ricordi di farlo. Ma di godersi anche quella data, che è un’occasione in più e perchè non coglierla? Perchè non giocare ogni tanto agli stucchevoli romantici?

E auguro a chi è solo di trovare qualcuno capace di condividere anni di delizie, perchè a essere meravigliosi per tre giorni sono bravi quasi (sottolineo QUASI) tutti.

Sii meraviglioso per degli anni, comprendi che anche quei litigi e quei momenti difficili sono serviti a unirvi maggiormente, allora sì che sei in grado di amare.

E se non trovi nessuno di meraviglioso ama te stesso, perchè come diceva Wilde, amare se stessi è l’inizio di un idillio che dura una vita. Che poi, come racconta benissimo l’attore Dario Benedetto nel suo spettacolo Piglia un uovo che ti sbatto, ce lo diceva anche Christina Aguilera, che vive in America e lo sa come va il mondo che: “tu sei beautiful, quello che dicono gli altri lascialo perdere. Non importa se dovrai passare attraverso diete naziste, brutti voti a scuola, brufoli che crescono sopra acne e peli superflui, ponti tibetani… alla fine ce la farai e capirai che tu sei beautiful, che fanculo gli altri, le parole non ti butteranno giù. No. No.” (virgoletto perchè sono parole sue, ma si tenga presente che la trascrizione non è letterale, e vederlo dal vivo che analizza la canzone della Aguilera, con perizia musicale peraltro, a mio modesto parere, è qualcosa da non perdere.)

E vi lascio quindi con questa canzone, che Dario definisce giustamente e genialmente mestruomelodica.  Perchè Christina, anche se le canzoni non le sa scrivere, c’ha ragione.

Nota. Lo spettacolo di Dario Benedetto Piglia un uovo che ti sbatto, è diventato anche un libro, edito da Edizioni Compagine. La prossima presentazione, dove Dario vi presenterà alcuni estratti del testo recitati dello spettacolo che è arrivato a 50 repliche, si terrà a Torino il 21 febbraio presso Luna’s Torta.

Advertisements
This entry was posted in Amicizia, Costume e società (forse), deliri inutili, Quel Vietnam che è l'amore., Sentimenti, sticazzi.com and tagged , , , , , , , , . Bookmark the permalink.

2 Responses to Lo canta anche Bowie che è Valentine’s Day

  1. Laccagialla says:

    Oh grazie! Mi hai dato un’idea per la sera del mio compleanno. Ci sarai anche tu?

    • 2emebureau says:

      Ciao! Il 21 sera vedo un amico che vive a Oslo e fa toccata e fuga a Torino, ma se riesco a passare ti faccio sapere 😉 Vedrai che non te ne pentirai, Dario è fantastico e non prendo un euro per dirlo, lo dico perchè lo penso 🙂 Non ti faccio gli auguri in anticipo ché porta male. Un abbraccio grande.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s