Facebook. Odi et uso.

Ho un rapporto controverso con i social. Li ritengo utili per mantenere i contatti con chi è a distanza ma per il resto mi sembra che non facciano che alimentare i peggiori difetti umani:

– l’egocentrismo, che troviamo in post tipo: “ho corso tot km; sto andando in palestra; ho mangiato un hamburger; devo farmi una doccia; sono ammalato; ho visto un film con mia sorella” e simili… Tutti post a cui la maggior parte della gente ha per un attimo la tentazione di rispondere: “e quindi?” “grazie che ce l’hai fatto sapere” ” e a noi che ce frega?”

– l’egocentrismo parentale, tipo: oggi ho allattato due volte; siamo in grande apprensione perchè il bambino è stitico; abbiamo fatto il primo disegno… e così via. Anche se comunque devo dire che reggo meglio questo rispetto all’egocentrismo tout court, perchè io un figlio non ce l’ho e non so che cosa significhi avercelo, per cui non mi sento di giudicare in maniera troppo aspra. Ma la reazione è più meno uguale a quella descritta sopra.

– la gelosia, quando il fatto che il tuo partner metta il “mi piace” alla foto o allo status di chiunque tu ritenga che lui possa volersi fare, nella tua mente malata, scatena scenate pari a una guerra nucleare. Ma anche controllarne ossessivamente il profilo. Stessa cosa per gli ex.

– il pettegolezzo, per cui “hai visto la foto di Tizio e Caia alle Bahamas?” “Sempronio ieri ha scritto così ma allora vorrà dire che…” “Devi assolutamente andare sulla pagina di Tizio, ha messo una foto nuova in cui lui/lei…” … Zzzzzz …. Zzzzzz dopo un po’ mi sveglio e parlo d’altro. Magari di fatti miei, così non mi piego al pettegolezzo ma passo all’egocentrismo (non se ne esce…).

-l’esibizionismo. Selfie in ogni dove, utilizzo massivo di Foursquare con annessa telecronaca, possibilmente su più social: Facebook, Twitter, Google+… Tutto teso a dimostrare “quanto mi sto divertendo, in che posto pazzesco sono, con quanta gente figa sto, dio che bella che è la mia vita, guardate!”. Ma se sei in un posto figo, con gente stupenda a far cose meravigliose come dici, perchè stai attaccato a un telefono?

– La sega mentale. Mi rendo spesso conto che la gente tende a ritenere vera qualunque cosa legga su Facebook. “Ha commentato diverse volte a tizio, quindi ci sarà del tenero… Ha scritto che le piacciono le rose, allora gliene compro un mazzo”. E via dicendo. Sembra ad esempio che io intrattenga relazioni di tipo sessuale con almeno 10 miei amici. Così dicono, facendo complessi calcoli statistici sulla frequenza delle nostre interazioni. C’è gente che potrebbe lavorare alla Nasa o all’Fbi, ma questi enti non si rendono conto dei talenti sprecati che lasciano in giro per il mondo… Ma ancora peggio, c’è gente che pensa di conoscerti basandosi sulle informazioni che Facebook gli dà di te. Non so voi ma io su Facebook condivido un sacco di scempiaggini, che poco hanno a che fare con la reale me stessa. Il fenomeno è talmente diffuso che nell’ultimo numero di Cosmopolitan potete leggere un articolo dal titolo “Sintonizza il tuo look al suo profilo Facebook”. E se lui fosse un emo che si finge metallaro? E se lui fosse un wiccan che si finge mormone? Ma soprattutto… io mi devo vestire a seconda dei gusti di uno che manco conosco se non tramite Facebook oppure che conosco in maniera decisamente superficiale? (Vi sta venendo una crisi isterica perchè nel 2014 sembra ancora che la maggiore conquista che può fare una donna sia far innamorare di sè un uomo anzichè realizzarsi professionalmente, rendersi autonoma, eccellere in un mestiere? Bene, anche a me).

– La mancanza di autostima. Tra le foto dell’amica vostra strafiga; quelle dell’ex compagna di scuola che vive e lavora all’estero e ha uno stipendio e delle ferie che le permettono di girare il mondo mentre voi ogni mese fate strani rituali voodoo per arrivarci a fine mese e al massimo potete pensare di permettervi un weekend a Cogoleto, salvo imprevisti con l’auto, sia chiaro; quelli innamoratissimi che postano mazzi di fiori, reportage di fughe romantiche, eventuali matrimoni da sogno e figliame coccoloso mentre la vostra vita sentimentale è segnata dai litigi tra la vostra borsa dell’acqua calda e il vostro piumone per la vostra dedizione incondizionata beh… sentirsi sfigate fallite è un attimo. Ricordate: quello che vedete su Facebook, anche qui, non è sempre e necessariamente la realtà.

– I disturbi del comportamento alimentare. Magari voi siete a dieta. C’è sempre chi posta un pasticcino, della nutella, 4 pizze, due brioche, una torre di macarons… è il caro food porn. Che oltre a scatenare desideri compulsivi secondo me può favorire anche l’anoressia. Credo che ci sia gente che si ciba solo più di foto di piatti anzichè mangiare sul serio…

Detto ciò, come si può facilmente evincere, credo che Facebook sia il peggiore tra questi social, quello più invasivo e “pericoloso”. Peraltro Facebook a volte sembra estremamente intelligente nel suggerirvi determinate persone o pagine. Altre sembra decisamente cretino. Vi ricordate quando ci proponeva sulla destra le foto da guardare? Ovviamente foto altrui sennò di chi si spettegola e su chi ci si fanno le seghe mentali? Ecco, in quella gloriosa era, ogni mattina, il caro Facebook mi suggeriva gli album fotografici delle vacanze del mio fidanzato con la sua ex. Grazie, ti voglio bene.

Adesso se taggate un amico in un post, Facebook vi dice: “guarda che il tuo amico X è stato taggato nel tuo post Y”. Sì, l’ho taggato io, e no, non ero in trance quando l’ho fatto, ma grazie per aver controllato.

Infine l’ultima genialata: il tuo film di Facebook (se ci vedete uno stimolo all’egocentrismo è perchè è così). Praticamente Facebook monta un video che raccoglie i momenti salienti della tua vita secondo il social. Le foto, i post con maggiori “mi piace”, gli eventi più importanti. Il tutto con una deliziosa musichina malinconica di sottofondo. Il film te lo puoi fare e vedere tu. Poi puoi anche condividerlo. Immediatamente si genera la seguente suddivisione: quelli che condividono e quelli che criticano quelli che condividono. Banali, sì.

Oggi mio fratello mi ha chiesto se avevo fatto il mio film. No. Allora, visto che avevamo guardato il suo, ha fatto l’accesso col mio profilo e mi ha mostrato il mio.

Il film di mio fratello è molto vario. Tante foto, milioni di look diversi, parecchi attori, orde di comparse, continui cambi di location. Il mio si può riassumere con: “Nel 2011 feci una festa di compleanno… ah sì e nel 2012 andai a vedere i Radiohead”.

Per togliermi dall’imbarazzo della mia vita triste cambio argomento.

Tornando al discorso delle conquiste delle donne, per chi è a Torino, o ci passa, consiglio la retrospettiva su Eve Arnold, prima donna fotografa ad entrare alla Magnum, ospitata a Palazzo Madama. Le info le trovate qui: Eve Arnold. Retrospettiva. Credo che oltre alla sua bravura artistica, la storia della sua vita e della sua carriera siano un grande insegnamento per le donne di oggi. Perdonate la retorica ma tant’è.

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10 Responses to Facebook. Odi et uso.

  1. principessadellospaziobitorzolo says:

    Ciao cara, proprio bello questo intervento! Io mi sono straipermega eliminata da Facebook a settembre e devo dire che da quel dì vivo molto meglio. Ero portata a pensare che gli altri fossero sempre più vincenti, felici, fortunati e amati di me. Poi mi sono fermata a pensare: forse se non metto su foursquare ogni passo che facciamo io e il mio ragazzo e se non ci fotografo mentre ci limoniamo, vuol dire che con lui ho così tante cose da dire e fare che non me ne frega che gli altri sappiano che siamo a mangiare al messicano o che vedano che ci baciamo sul Lago di Como (1-non ci baciamo in pubblico solitamente, 2-il Lago di Como col suo odore mi fa venire i conati quindi finirebbe per essere una foto fetish). Ho i numeri di telefono e le mail di chi mi interessa sentire, quindi…tutto il resto è noia (e colossali palle pubblicate su Facebook per far credere che la propria vita sia perfetta!).
    Un saluto! 🙂

  2. vagoneidiota says:

    Anche un po’ di buona musica non fa male. Così come una retrospettiva femminile.
    Non ha collegamenti. Non v’è alcuna intenzione o sensazione.
    Spezza la rabbia.
    Magari accompagna la malinconia, ma questa è un’altra storia.
    Forza e coraggio.
    Oxmo Puccino – Toucher L’Horizon 

  3. mrsgombs says:

    Che poi manco ho capito ‘sto tag del food porn. Ecco. L’ho detto.

  4. mrsgombs says:

    Noooo…è che io, che sono basic, non capisco proprio perchè fotografare un piatto di polpette e poi scriverci “foodporn”…ma porn de che?!?

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