L’eucalipto e altre storie scoordinate.

Dovrei dormire da un paio d’ore ma ho dimenticato di prendere la melatonina. Da qualche tempo ormai funziona così: impasticcarsi al risveglio per avere maggiori energie, impasticcarsi la sera per dormire. Il mio corpo non ha voce in capitolo, è solo un mezzo di transito per droghe varie, tutte legali per carità. 

Ieri sera guardando Ballarò mi si è chiuso lo stomaco. Proprio una morsa di quelle che ti rendono difficile persino respirare. A volte quando guardo la mia vita, e quella di tanti come me, mi viene in mente la frase di Shawshank Redemption “è la tua vita che vogliono, ed è la tua vita che si prendono. La parte che conta almeno”. Perchè penso che sono sostanzialmente anni (non quantifichiamoli che è meglio) che non faccio una vacanza (lo so, c’è di peggio, ma non è questo il punto). Ma una di quelle serie Che hai almeno due settimane e lo sai in anticipo e puoi pianificare dove andare, che cosa vuoi vedere, cercare un volo, comprare una Lonely… Sono invece anni che passo dal lavorare come una schiava a perdere il lavoro e stare nell’angoscia dell’averlo perso fino al nuovo impegno schiavistico. In loop. 

Mio fratello è stato un anno a Murcia. Sono riuscita ad andare a trovarlo? No. Il mio amico Giuliano a Oslo? No. Il mio amico Paolo in Bretagna? Nemmeno lui. 

Il fatto è che a parte pochi fortunati sostanzialmente in Italia le cose stanno così: chi ha un lavoro viene sfruttato all’estremo, fa mille sacrifici, si immola per la causa e poi magari lo lasciano pure a casa (no, non ve la danno la medaglia). Chi non ce l’ha …ancora peggio. E onestamente non vedo un miglioramento nel futuro. Non ho fiducia. Non lo vedo proprio il futuro per questo paese. Ho amici che si interessano, si informano, che hanno votato alle primarie del Pd (di nuovo?!?) … io no. Io non voglio nemmeno più sentire i telegiornali. Leggere i giornali. Per la prima volta nella mia vita scelgo l’ignoranza. Non ne voglio proprio sapere nulla, tanto qualunque cosa succeda le cose andranno a rotoli e punto. 

Perchè interessarmi di un paese che di me non si interessa? Basta. 

Ieri sera c’era un siciliano intervistato che definiva la nostra classe politica “assassini”. Dategli torto. Io li capisco quelli che si suicidano. Li capisco benissimo. Arrivi a un punto in cui la tua vita è vuota. Tu sei vuoto. La morte sembra l’unica via d’uscita da una condizione in cui vivi un presente di merda con la certezza che il futuro sarà anche peggio. Ma ci rendiamo conto di che cosa voglia dire per persone che hanno un minimo di dignità essere ancora dipendenti economicamente dai genitori a 30 anni? Non poter fare il minimo progetto? Considerare l’auto un lusso? Pensare che a 50 anni non sai bene dove sarai e che cosa farai ma sentirti atterrito al solo pensiero perchè se oggi è così tra vent’anni non lo vuoi nemmeno immaginare?

Pensavo di riposarmi ieri, staccare un attimo. Ma il mio cervello non stacca e così ho iniziato a contattare gente a Sydney perchè l’idea di rimanere qui e vivere giornate come quelle che vivo, ma soprattutto come quelle che vivrò a fine contratto con poste italiane mi getta nell’angoscia più totale. 

Stamattina mi sono alzata alle 5.30 che avevo ancora i crampi all’addome. Sono andata a lavoro e, ovviamente, essendo il secondo giorno su zona nuova, disastrata dai continui cambiamenti, ho di nuovo finito tardi. Perchè io sono una di quelle che non ha ancora capito che la medaglia non te la danno. Che forse è anche il motivo per cui in Italia non mi trovo esattamente a mio agio. Il tutto con un raffreddore e una tosse inquietanti al punto che un signore a cui ieri ho portato una raccomandata mi ha incrociata per strada e mi ha passato dell’unguento all’eucalipto da mettere sotto le narici. Per dire. 

Il fatto è che sto facendo una zona in cui è da un po’ che o non passa nessuno o passa ogni giorno uno diverso e quindi si sono accumulati una quantità di posta e raccomandate veramente inquietante. E io non sono una che lascia le cose a metà… però alla fine nella vita devi anche capire che in determinati ambiti o cambi o soccombi. 

Finito lavoro alle 16 (dalle 6 e mezza e ringraziamo che vivo vicina a dove lavoro…) sono andata in palestra dove, non contenta, oltre alla scheda nuova ho aggiunto 20 minuti di cardio, così, per vedere se mi si aprivano le vie respiratorie. Arrivata a casa, non contenta al quadrato, mi sono messa a pulire la cucina e a fare la cernita dei medicinali scaduti. 

Insomma, non sto riuscendo a riposare. Né a dedicarmi ad attività amene e di cui il mio spirito necessita. Né a dedicarmi sufficientemente alla ricerca di un lavoro in linea con le mie competenze (all’estero, s’intende), però magari prima o poi ce la farò. Nel frattempo confesso che avrei voglia di due cose: un bel massaggio e un’ottima scopata. Non necessariamente in quest’ordine ma comunque una successiva all’altra. 

E sì, se vi sembro esaurita è probabilmente perchè lo sono. 

Ah e devo comprare i regali di Natale. Quando non si sa. Natale peraltro mi pare sia tra poco… 

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