La postina cambia zona, per la terza volta.

Questa mattina mi hanno cambiata di zona. Di nuovo. Se mi va bene mi accadrà ogni lunedì di questi 3 mesi. Se mi va male mi accadrà più spesso. Cambiare zona è brutto perchè non importa se sei o meno di Torino, non è che puoi conoscere tutte le vie, tutti i sensi unici e tutti i civici. Insomma… tralascio il delirio che è capire che caspita di giro devi fare se nessuno ti fa una piantina vecchio stile con le vie e dove sono localizzati i civici. E magari ti dice anche che un numero che non hai in casellario lo devi fare comunque ma è in una cassetta a parte perchè riceve moltissima posta. Fortunatamente non sono una cretina quindi quando mi sono trovata in mano la milionesima lettera per Corso D’Azeglio 60 ho chiesto e ho scoperto che aveva appunto una casella volante a parte.

I miei vicini di casellario sono persone che fanno scherzi e battute che io non capisco, detto in una tutta onestà. Non sono minimamente collaborativi o di supporto ad eccezione di Giulio che invece è un buono e oggi quando sono rientrata mi ha chiesto come fosse andata. Gli voglio già bene. Oltre a essere simpatici come sabbia nelle mutande ascoltano radio Margherita. Radio Margherita alle 7 del mattino ha un unico scopo: farti venire voglia di tagliarti le vene. Che era un’idea che avevo già di mio peraltro, vista la serata e la notte che ho passato. Ma con ciò non vi tedio.

Quindi mi cambiano zona, mi trovo di fronte a un nuovo casellario di cui non conosco nulla e a ogni lettera che prendo in mano mi guardo di fronte alla ricerca della casella sentendomi una diversamente intelligente e sinceramente spaesata. Confesso che la zona che facevo la scorsa settimana era talmente bella, semplice e leggera che stamattina ho pensato “chissà chi si è portata a letto quella che usa i leggings come pantaloni, fa la figa di legno ed è la titolare della zona che ho fatto la scorsa settimana”. Perchè il pensiero facendo un po’ di paragoni tra le diverse zone ti viene. Specialmente in Italia.

Mentre cerco di capire come caspita farò a trovare questi civici senza dover mettere il navigatore ogni 3 metri, arriva uno che ha la tipica faccia del rompiballe e mi dice: “ti lascio il viaggetto per via Foà”. Dov’è via Foà? Io faccio via Foà? E soprattutto la cassetta dove ti devo mettere la posta a che punto è di via Foà?… domande legittime. Fosse stato l’unico… no, 5 o 6 viaggetti, onestamente non ricordo. I viaggetti li devi fare subito, prima di iniziare il tuo di giro, perchè sono la posta che i tuoi colleghi in moto, bici o a piedi devono andarsi a prendere nelle cassette di servizio e se non la trovano non possono lavorare. Quindi tu sai che di fronte a te hai due possibilità: 1. fregartene dei viaggetti e farti fare il mazzo da capi e colleghi. 2. fare i viaggetti e poi iniziare il tuo giro in una zona sconosciuta arrivando in ritardo dove ci sono i custodi e quindi prenderti il mazzo dai custodi, eventualmente dai capi e riportandoti indietro della posta che ti riporterai il giorno dopo. E’ quella che gli inglesi chiamano una: lose lose situation. Ovvero comunque vada ce l’hai in quel posto. Visti tutti i viaggetti che devo fare domattina cercherò di partire ancora prima di stamattina, considerando anche che devo andare al ricevimento di una prof entro le 16 scaraventandomi fuori da lavoro in orario.

A un certo punto, mentre io stavo veramente una schifezza e mi prendeva lo sconforto più totale, perchè già non avevo voglia di vivere, figuriamoci di passare una mattinata di insulti, sclero e delirio… arriva un altro mio collega a me sconosciuto. Gli devo fare due viaggetti e accompagnarlo in zona. Ok. Preparato il tutto arriva e mi fa: “Sei pronta?”. Sì, andiamo. Ecco, questa è stata l’unica frase che ho capito. E’ un cinquantenne di Ercolano che vive a Torino da molti anni ma vi assicuro che comprendere che caspita dice è fantascienza. Si avvia, con la sua borsa. Io avevo due carrelli con circa 20 cassette di posta. Gli faccio: “mi aiuti?”. Fenomeni. Mentre carichiamo il doblò (sporco da far schifo) si fuma una sigaretta. Va beh. Non è cattivo, è che non ci arriva. E io ne ho un po’ le scatole piene di quelli che non ci arrivano, perchè si dà sempre per scontato che ci debba arrivare tu. E un giorno di questi voglio fare anch’io quella che non ci arriva, che non si rende conto, che si è dimenticata, che è fatta così, che non ci pensa.

Ah, mentre suonava radio Margherita, io libravo nell’aria missive varie prima di capire dove infilarle e i miei vicini facevano a gara a chi era meno simpatico arriva quella grandissima zoccola che deve insegnarmi a usare il palmare da 20 giorni ma non ha mai tempo e mi fa: “questa zona è bellissima, era la mia zona!”. E se ne va con i suoi vestiti di pessimo gusto e il suo rossetto tonalità donna di malaffare. Io le ho semplicemente sorriso perchè se avessi aperto bocca le avrei detto: “allora perchè non ci vai te invece di star qua col culo appoggiato da qualche parte tutta la mattina grandissima… (scegliete voi un appellativo)?!?”.

Bene, partiamo e ha luogo questo viaggio surreale in cui non capisco mezza parola e sento persino la mancanza di Calogero che guida il motorino affianco al mio doblò lasciando che il vento gli fumi 4 o 5 sigarette in venti minuti. Calogero che quando gli dissi: “oggi devo uscire puntuale perchè alle 16 devo essere ad Asti”, ovviamente mi rispose: “perchè non ti sei presa le ferie? potevi prenderti un giorno di ferie”. Sono tutti così informati su sindacati, ferie, infortuni, invalidità, mutua e soprattutto fancazzismo in posta che non ne avete veramente un’idea. Io però non sono una mezza sega per cui preferisco fare i salti mortali e fare tutto, senza permettermi sconti.

Il giro è stato ovviamente un mezzo disastro per i miei gusti ma amen, domani andrà meglio forse. Ho anche un grosso ente a cui ogni giorno porto una cassa piena di atti giudiziari. Le ricevute me le danno il giorno dopo. Quando rientro devo firmarle tutte e bollarle da ambo i lati. Saranno almeno 400. Non esagero. Dovrei rientrare all’una e mezza per avere qualche speranza di finire in orario.

Ma tutto ciò durerà una sola settimana.

Calogero aiutami tu.

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2 Responses to La postina cambia zona, per la terza volta.

  1. Maria Emma says:

    ….benvenuta nel magico mondo dell’impiegato italiano…
    Poi così spiegherai ai tuoi coetanei che bramano un posto fisso di questo genere cosa rischiano…
    Sono contenta che x te sia solo un lavoro temporaneo, imparerai tanto da un punto di vista umano, o disumano, fai tu.
    Ciao.
    M.E.

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