Una brutta giornata.

No, non è la canzone di Gaber e non si risolse con uno shampoo, ma non volevo usare dei banali francesismi. 

Dunque, mi sveglio alle 5.30 come al solito, con Talisman degli Air. Mi alzo e risolvo il problema che avevo con lo smartphone grazie a un colpo di genio venuto da non si sa dove. Mi preparo ed esco. Diluvia. La macchina è distante perchè ieri non c’era un buco sotto casa mia nemmeno a piangere. Ho così un’anticipazione di quella che sarà la mia giornata, ma senza ombrello. Finalmente capisco che cosa intendessero, nel suo significato più profondo, nel film Frankestein junior con: “Potrebbe andare peggio. Potrebbe piovere”.  

Arrivo a lavoro. Una delle cose strane delle poste è che la gente non si saluta. Io saluto quasi tutti quelli che incrocio, anche se non li conosco, con un bel sorriso, perchè non è nemmeno l’alba e stiamo per sclerare ognuno a modo suo, quindi mi sembra il minimo salutarsi… no. Se non saluto io per prima è come se fossi invisibile. Alcuni camminano a testa talmente bassa che hai persino timore a rivolgergli la parola. Scene pietose di gente che aspetta l’ascensore accanto al tuo e non saluta. E’ una cosa che non capisco. 

Striscio il badge, firmo, incasello, alle 8 sono a posto, pronta per le raccomandate. Penso “vai! adesso che mi hanno tolto la zona mortale e che sono in orario con tutto riuscirò a fare il mio giro serenamente e ad andarmene di qui quando dovrei, non due ore dopo”. Ma… e qui c’è un ma, mi hanno dato le raccomandate in totale disordine e quando ne hai 106 non è una bella cosa. Insomma, ho dovuto riordinarle, farle riscansionare tutte, nel frattempo alcune non le hanno riscansionate… il delirio. Così, anzichè partire per il giro alle 9 sono partita alle 9.40. Con la carogna. E la pioggia. E mentre mi fa facevo riscansionare le raccomandate, il mio collega Alessandro mi ha tolto la posta dal casellario e me l’ha messa nelle cassette, perchè è un santo. Tuttavia lui questa zona la faceva diversamente da come la sto facendo io, di conseguenza mi sono poi ritrovata in giro non solo con una gran confusione nelle raccomandate ma pure nella posta. 

Insomma, ho riportato indietro un bel po’ di cose e domani ci sarà da morire, anche perchè sotto Natale arrivano le peggio cagate delle associazioni varie, che poi hanno il packaging più scomodo del mondo e saranno quindi tutti affari miei. 

In tutto ciò io mi sono decisamente alterata per la storia delle raccomandate, perchè maremma bona, una arriva in anticipo di mezz’ora proprio per non dover far le cose alla rinfusa e in affanno e 4 teste di cavolo ti remano contro… Mi sono poi pentita di essermi alterata, perchè con i cretini è inutile arrabbiarsi. Come dice sempre il professor L. (solo Giuliano forse può capire di chi parlo, comunque è un uomo veramente in gamba): “i cretini bisogna prenderli a calci nel sedere senza nemmeno chiedere scusa”. 

Durante il giro chiaramente il delirio, perchè la gente quando piove non prende l’ombrello, prende la macchina, quindi sostare col doblò diventa immensamente più complesso. Sono passata 3 volte dallo stesso palazzo perchè appena entravo e mi mettevo a incasellare fuori suonavano… e avendo dei quotidiani non è che potessi proprio fregarmene (l’essere incapace di fregarmene è una cosa che vivendo in Italia peggiora sensibilmente la qualità della mia vita). Alla fine mi sono fatta anche un bel pezzo a piedi, con in mano una cassetta, sotto la pioggia, perchè non c’era modo di avvicinarsi ai palazzi dove dovevo andare senza bloccare il traffico. 

In tutto ciò ci sono i custodi. I custodi alle 12, 12.30 massimo chiudono. Quindi se tardi o incaselli tu la posta (perdendo molto tempo) o te la riporti indietro se non ci sono le caselle (a volte capita), perchè se gliela molli vicino alla porta rischi una denuncia per abbandono della posta, che è reato penale. Per dire. Il buono di dove ci sono i custodi è che ti tolgono del lavoro, il cattivo è che certi sono veramente dementi e ti fanno perdere un sacco di tempo, perchè magari passa il nonnino e si fermano a chiacchierare mentre tu sei lì che aspetti con una decina di raccomandate da farti firmare e non è che hai proprio tutto il tempo del mondo.

Dove non c’è il custode ti armi di santa pazienza e incaselli, e per le raccomandate citofoni. E se ne hai tante nello stesso palazzo è un gran pasticcio, perchè non è che puoi citofonare a tutti in contemporanea, sennò non capisci da chi devi andare ma non puoi nemmeno fare su e giù per lo stesso palazzo venti volte. 

Oggi ho portato una raccomandata a un signore che ieri non aveva risposto, di origine chiaramente ebrea dal cognome. Per sembrare carina gli ho detto che gliel’avevo riportata perchè non dovesse andarsela poi a ritirare (in realtà era che ieri non avevo i moduli per la giacenza). Lui mi ha ringraziata e mi ha detto: “eh sì, ieri non c’ero, ero in Germania”. Situazioni surreali. 

Insomma, il postino di per sè non sarebbe un brutto lavoro. Il problema è che in Italia le cose vengono gestite appunto all’italiana per cui anche alle poste, con la carenza di personale, fanno questi contratti come il mio per pochi mesi per tappare i buchi. Questo significa che ti spostano continuamente e che appena hai capito come muoverti da una parte ti mettono in un’altra e devi ricominciare tutto daccapo. Ciò significa che le tue 7 ore e 27 di lavoro sono sostanzialmente sempre 10, e quando hai finito sei talmente fuso e devastato che non hai la forza di avere un minimo di interazione sociale (e gli amici si lamentano). E non hai la lucidità necessaria per occuparti delle cose che veramente ti interessano e che sono urgenti, non è che non lo siano. E non hai voglia di sentire mezza parola. Nè di dirla… Spero di abituarmi e vivermela un po’ meglio perchè così non è proprio il massimo… 

Rientro in ufficio, conto le raccomandate rimaste… tadan!!! Ne manca una. Se domani non la trovo devo fare denuncia alla polizia postale. Farò sicuramente denuncia alla polizia postale, non posso impazzire. Ho già deciso. Stai dietro a tutta la burocrazia, paga i contrassegni… E poi… poi inizia a capire alcune cose. 

Il comunista lo lascio da parte perchè merita un post a sè. 

Invece, qualche giorno fa, una delle signore che smistano per zone ha detto “è così una bella ragazza, starebbe proprio bene con Alessandro, che è un bravo ragazzo”. La ragazza in questione ero io, l’Alessandro non avevo ben chiaro quale Alessandro fosse… Ora, non so a voi ma a me più della frase “è un bravo ragazzo”, spaventa solo “conosco uno che andrebbe proprio bene per te/secondo me è il tuo tipo”. Ecco, questo genere di frasi mi mette terrore, perchè l’esperienza mi ha insegnato che così deve essere. Purtroppo la gente non capisce che se volessi un ragazzo lo avresti e non hai bisogno che loro ti aiutino. 

Ad ogni modo, questa frase la diceva con un’altra che smista per zone e che l’ha subito messa a tacere. Invidia. Quest’altra è una di quelle che hanno la faccia da doppia federa e il fisico dell’omino Michelin (o che ricordano il commento di Berlusconi sulla fisicità della Merkel) ma, anzichè pensare a migliorare il proprio aspetto, ritengono che fare le stronze con chi cozza non è le abbellisca. Peccato per loro che sia totalmente il contrario. 

Oggi ho capito di quale Alessandro parlasse. Ovviamente non è quello che vorrei io, che peraltro ho l’impressione abbia due figli anche se non porta la fede (quando inizi a guardare l’anulare degli uomini sai che è la fine…). Ebbene, l’Alessandro di cui parla è uno che chiamano “Giovinco”, perchè sembra somigli a Giovinco. Io, essendo esperta di calcio quanto sono esperta di matematica, pensavo si chiamasse veramente Giovinco, poi mi hanno spiegato che Giovinco è un calciatore a cui questo ragazzo somiglia. E’ simpatico e oggi mi ronzava parecchio intorno, dicendomi tra le altre cose che mi vede un po’ stressata… Stressata? Io? Che ho due solchi sotto gli occhi che sembro l’urlo di Munch e vivo nell’ansia di ciò che sto rimandando per la stanchezza? Sì, sono un po’ stressata, lo ammetto. 

Comunque Giovinco non è il mio tipo. Ovviamente. 

Quando sono uscita alle 4 (scortata dal comunista, che è peggio della pioggia) ho guidato fino a casa, sono salita e non contenta dei chilometri e delle scale macinate stamattina sono andata a correre. 5 km e mezzo. Poi doccia, faccende e adesso basta, adesso relax e sonno, che domani avrò la posta che non ho consegnato oggi, continuerà a piovere e dovrò essere ad Asti alle 4 e mezza per vedere l’avvocato che segue la mia causa contro i filibustieri. Avvocato che chiaramente ho dovuto chiamare 15 volte per riuscire a fissare un appuntamento. 

Quindi in buona sostanza le mie giornate sono così al momento… quando va bene, ché ieri con l’università sono ancora andata avanti un bel po’ la sera, mentre oggi non ce la faccio veramente. Per cui se sono scontrosa o ermetica, o non rispondo, siate comprensivi. Sto lavorando per lo Stato italiano. E ho detto tutto. 

 

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