Questo mondo è un posto invivibile: Simone Riccioni e la castità.

Ci sono giornate che già non sono buone per tutta una serie di motivi, che spesso risalgono al giorno o alla notte precedente, cioè in realtà non è che ti svegli male, è che ti sei addormentato peggio.

Cerchi di ripeterti che la colpa non è degli altri, è tua, che devi cambiare tu.

Ok. Ci lavori.

Tuttavia, ti si presentano davanti agli occhi cose che non possono non farti pensare che, nonostante tutto lo zen che puoi mettere nella tua vita, questo mondo è un posto sempre più invivibile.

Parlo di cose tipo un duetto tra Luca Carboni e Fabri Fibra, un video di Alessandra Amoroso pieno di orientali che corrono con cappelli notevoli, degni del miglior hipster fashion victim, e ti chiedi che cosa c’entrino con una che è uscita da un programma della Maria nazionale e che avrà pure una bella voce ma le cui canzoni ti fanno l’effetto del bifidus. Quando li hanno scritturati questi orientali, avranno detto loro TUTTA la verità? Sono domande che una si fa…

Mettiamo una cosa in chiaro: io queste cose purtroppo le so perché in palestra c’è la web radio, mica perché me le vada a cercare… Sono i video che accompagnano in genere un impoverimento della performance, peraltro.

Oggi, nella sezione “cose che rendono questo mondo un posto sempre più invivibile”, nonchè in quella “sticazzi.com”, me ne rendo conto, c’è questo articolo su Vanity Fair: http://www.vanityfair.it/people/italia/13/09/27/simone-riccione-intervista-film-federico-moccia-universitari-foto?utm_source=facebook.com&utm_medium=marketing&utm_campaign=styleit

L’articolo parla di Simone Riccioni, protagonista dell’ultimo film di Moccia, che ha deciso con la sua fidanzata di praticare la castità fino al matrimonio.

Allora.

1. C’è un nuovo film di Moccia. Voglio morire.

2. Nell’intervista il buon Simone, alla domanda: “Mi sta dicendo che è ancora vergine?” risponde: “No, ho commesso degli errori, siamo umani.[…]”.

Quindi oltre che pirla e cerebroleso è un vero gentleman a definire “errore” tutte quelle con cui ha condiviso fluidi corporei prima della casta fidanzata attuale. Applausi.

3. “E se dopo il matrimonio scoprisse che con Valentina non c’è intesa?”

“Impossibile. Se c’è amore, l’intesa si trova per forza”.

L’ottimismo ingenuo e il buonismo sono stucchevoli a Natale, figuriamoci a settembre. Qualcuno vada dal buon Simone a raccontargli che al mondo esistono cose tipo: eiaculazione precoce, impotenza, frigidità o appunto semplice mancanza di intesa e che non sono leggende metropolitane.

Aggiungo solo che mia nonna, e dico MIA NONNA, un giorno mi disse: “secondo me è una cosa buona che adesso sia normale avere rapporti preconiugali”. La saggezza degli anziani… non impariamo mai abbastanza. Forse era meglio un documentario sulla saggezza dei nonni che un nuovo film di Moccia.

Ciliegina sulla torta, siccome siamo dei cialtroni contraddittori: la foto che presenta l’articolo. Sempre il buon Simone, camicia aperta, pettorale guizzante, addominale da panico, mani ancora più da panico e riccio ribelle, che ti invita ad approcciarlo. Quando il linguaggio del corpo non ha bisogno di sottointesi. Non bastava la banalità dello scambio domanda-risposta. Serviva evidentemente rafforzarla con la banalità dell’immagine.

Già vedo le lettrici che pensano “che romantico” e intanto sbavano sulla tastiera in corto circuito mentale.

Chissà se l’articolo sul divorzio lo scriverà la stessa giornalista.

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