It’s always time to make a change.

Oggi pomeriggio camminavo lungo via Po. Commissioni. Notavo come la diminuzione del potere d’acquisto è direttamente proporzionale all’aumentare della grandezza delle scritte fuori dai locali e sulle vetrine. Viviamo in un tempo in cui il cambiamento è l’unica certezza e non mettere radici l’unica opportunità per non farsi continuamente l’anima a pezzi.

E spesso il cambiamento spaventa, perchè rappresenta l’ignoto, la morte delle vecchie rassicurazioni e l’investimento di molta energia nell’adattamento a una nuova condizione, adattamento che non sappiamo se avrà buon esito. Per questo molte persone si lamentano della loro situazione ma non la cambiano, paralizzate dalla paura. Perchè alla fine lamentarsi di ciò che si conosce è più facile che lanciarsi verso ciò che è totalmente sconosciuto.

Per natura io sono resistente al cambiamento. Sono molto più flessibile a yoga che nella vita. E questo non va bene, soprattutto non oggi.

Mi sono voltata e ho guardato dall’altra parte della strada. Ho visto Tezenis che fa angolo, dove prima c’era la Sisley. Ma non è questo il grande cambiamento. Il fatto è che quando c’era la Sisley, io ero lì dentro che esaminavo borse ed è entrata Alessandra, col suo bel sorriso, in cerca di un maglione. Erano ancora tempi di esami universitari, di stage, di lavori temporanei, di sogni sul futuro, di beata inconsapevolezza di quello che ci attendeva.

Lì in via Po mi sono resa conto che non importa quale negozio ci sia all’angolo, la mia amica non potrò più incontrarla nè lì nè altrove. Perchè lei non c’è più. E questo è uno di quei cambiamenti che non ho scelto io. E’ una realtà che la vita mi ha messo davanti e mi sono dovuta adattare, per forza, con un dolore immenso che è ancora presente.

In quell’istante ho capito che non posso continuare a rimandare il momento in cui diventerò maggiormente flessibile.

Poi ho ricordato una cosa che mi disse Alessandra in occasione dell’ennesima litigata con un ragazzo con cui uscivo: “la vita è troppo breve per discutere e farsi del male con coloro che amiamo”.

Così, abbracciando il ricordo della mia amica, ho lasciato andare un vecchio rancore nei confronti di un caro amico, e mi sono ripromessa di fare lo stesso con la mia rigidità, non domani, ma oggi.

E so che stasera l’abbraccio di un amico lenirà un po’ quel vuoto che ho dentro e le mie paure. Perchè, anche se non puoi concederti il lusso di legarti a praticamente nulla, le persone care hai disperatamente bisogno di stringerle.

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