Relazioni: chi ben comincia…

Si parlava di sentimenti e relazioni con un mio caro amico. Sì, proprio uno di quegli amici che quando apri gli occhi la mattina sono nella sezione pensieri: grazie universo che hai messo una persona così sulla mia strada.

Lui ha detto, all’incirca, che tutti abbiamo bisogno di una persona che sia serena, che ci lasci spazio nella sua vita, che non abbia fantasmi nella testa. Ovvero: non inizi una relazione con qualcuno che non è sentimentalmente disponibile, per n motivi, che sono affari suoi (tornerò su questo punto).

Vero. Non c’è niente di più inutile e frustrante che cercare l’amore dove puoi trovare solo porte chiuse e dubbi.

Eppure… è davvero così? Siamo tutti alla ricerca di qualcuno che sia pronto ad amare?

Secondo me questo è vero in linea teorica. Bisogna essere abbastanza evoluti spiritualmente per rendersi conto quando restare e quando andarsene, quando una persona vale l’investimento di tempo ed energia e quando invece si sta solo sprecando il proprio tempo e facendosi del male. Ché se ci pensate, volendosi fare del male basterebbe chiudersi in bagno con una lametta e tagliuzzarsi a caso. Perché passare ore a prepararsi, a pensare che cosa mettersi, come truccarsi, per andare a farsi del male? (studiate Freud…)

Quanta gente vedete che è in una relazione e si lamenta? Quante amiche (e amici, perché i maschi non sono esenti da questo tipo di comportamento) avete che vi stordiscono con ore di seghe mentali inutili: “ha fatto così, ha detto quello, chissà se pensa questo, chissà che cosa vuole, chissà se… secondo te che cosa devo fare?”. Quante volte siete voi l’amico/a che sta ledendo in maniera sostanziale il lebensraum altrui? Quante volte vi siete lamentati con aria vittimista che vi innamorate sempre dello stronzo/a di turno?

Perché la verità è che molte persone non vogliono star bene, non vogliono trovare una persona con cui possono serenamente condividere un sentimento. No. Vivono con un livello di consapevolezza molto basso, non sono andati oltre la prima liceo, continuano ad ascoltare i Take That (o chi per essi a seconda della generazione) e pensano che star male, alla fine, sia bello. Vogliono il dramma, l’incertezza, la sofferenza. Perché? Narcisismo, insicurezza, mancanza di autostima, ecc. … quelle balle lì. Leggete qualche libro di psicoanalisi in merito sennò questo post diventa un romanzo. O andateci proprio in analisi per un po’, che è sempre una possibilità. Perché se a 15 anni è normale fare certi errori dai 25 in poi inizia a essere grave.

Sono 15 anni che bazzico nell’area relazioni. E ancora non sono immune da quanto sopra. Ma almeno adesso ci metto un punto prima di sfracellarmi per uno che, guardandoti indietro dopo un po’ di tempo, pensi: “ma veramente io stavo male per quell’idiota lì? Ma davvero???”.

Il fatto è che nelle relazioni bisogna partire bene da subito, come sul lavoro. Bisogna mettere i famosi paletti e fare attenzione a una serie di segnali, che se ignorati porteranno alla catastrofe. Qui di seguito troverete alcuni casi provenienti dall’esperienza della sottoscritta riguardo a situazioni in cui sarebbe saggio fuggire a gambe levate dopo le prime uscite.

Se il vostro obiettivo non è la serenità, ma volete fare della vostra esistenza un remake della vita di Leopardi smettete di leggere adesso.

1. Se conoscete qualcuno che vi causa sofferenza già nei primi giorni di frequentazione non è un buon segno e sarebbe consigliabile troncare immediatamente. Nella vita ci sono già tante fonti di stress e rompimento di scatole contro cui si è impotenti (leggi: genitori, professori, datori di lavoro, colleghi, fila alle poste, ricerca parcheggio, rottura della moka…), andarsene volontariamente a cercare una ulteriore non ha senso. Gli amici, il partner, ve li scegliete voi, tanto vale scegliere persone con le quali state bene.

2. Se piacete a una persona e la cosa è reciproca, le cose accadranno con una giusta dose di naturalezza. Se state mezz’ora a pensare se mandare un messaggio o meno a quella persona c’è già qualcosa che non va.

3. Se piacete a una persona, quella persona avrà la stessa voglia di vedervi che avete voi di vedere lui/lei. Senza trascurare le altri parti della sua vita (perché uno che vi ha appena conosciuto e vuole vedervi tutti i giorni normale non è), saprà farvi spazio. Se non lo sta facendo girate i tacchi e tanti saluti, in giro c’è sicuramente qualcuno più adatto a voi. Quella sensazione per cui vi sembra di dover sgomitare o camminare sulle uova è un pessimo segno. Non so a voi ma a me piace camminare normalmente.

4. Trascorrere il proprio tempo a pensare: “Chissà che cosa pensa, chissà che cosa vuole, chissà perché ha detto così…” è una disciplina autolesionistica di una inutilità comparabile a un coltello che non taglia. Nessuno di noi ha la palla di vetro. Ci sono persone che hanno abbastanza rispetto, buon gusto e sensibilità per essere chiare col prossimo. Altre no. In ogni caso, la domanda fondamentale da farsi è: “che cosa voglio io?”. Rispondendo a questo quesito è tutto in discesa.

5. Quando una persona non comunica… è perché non ha niente di interessante da dire. Non c’è niente dietro il silenzio di un personaggio sfuggente. Ma proprio NIENTE. Quindi se volete struggervi dietro il bello e misterioso di turno fate pure, ma quel mondo inespresso che immaginate abbia in testa è in realtà il vuoto cosmico che abita il cervello di uno che, col tempo, vi sembrerà a uno stadio evolutivo anteriore alla scimmia.

6. Quando una persona vi manda messaggi contrastanti (sono i peggiori perché sono dei codardi), tipo: farsi sentire ma senza proporre di vedersi, dirvi un giorno: “non voglio impegnarmi” e quello dopo “ho parlato di te con mia sorella”… scappate. Veloci. Non cercate di capire che cosa vuole(vedi punto 4). Non lo sa nemmeno lui/lei. Se siete sani di mente avrete abbastanza amor proprio da capire che quello che volete voi non è uno/una che non sa che cosa vuole.

7. Quando una persona non sa che cosa vuole, e quindi nemmeno se vuole voi, il problema è suo, non vostro. Non siete voi che non siete abbastanza. Non importa che siate Gisele Bunchen con la classe di Grace Kelly e il cervello di Margherita Hack o la figlia di Fantozzi col sex appeal di Rosy Bindi e l’intelligenza di una tronista della De Filippi. Non è rilevante. È lui/lei che in questo momento non è pronto per una relazione, e magari non ha nemmeno le palle per dirvelo ma si comporta semplicemente in maniera scostante.. Scappate anche in questo caso. Soprattutto in questo caso.

8. Chi non sta bene con se stesso non starà bene con un’altra persona. Chi cerca conferme all’esterno non potrà avere una relazione sana. Gli altri non possono farvi sentire importanti/belli/desiderabili/interessanti/meritevoli di amore. Dovete pensarlo voi di voi stessi. O vi imbarcherete nell’ennesima relazione che poi sarà raccontata così: “ […] ed è finita malissimo, ma proprio piatti tirati dietro, urla… ” insomma, varie ed eventuali sempre con i cavalieri dell’Apocalisse sullo sfondo. Per cortesia, no.

9. L’etichetta. (Io sarò snob ma all’etichetta ci tengo). Se siete una donna e siete andate a letto con un uomo, il giorno seguente lui DEVE farsi sentire. È uno di quei casi in cui: “parità dei sessi sta cippa”. Se non lo fa: croce sopra, punto. L’unica ragione valida per un silenzio è la morte, sua o di un parente stretto/amico caro, e no, non ce ne sono altre. Perché non si sia fatto sentire non è affar vostro. Non ve ne deve fregare proprio niente. Non siete il giocattolo di nessuno e avete cose sicuramente più importanti da fare rispetto al rimuginare sulle presunte motivazioni di uno che si è comportato chiaramente da cafone. Vorreste uscire con un cafone? Secondo me no (vedi sempre il punto 4). Quindi basta. Se tenete una lista di quelli con cui siete andate a letto (a volte può essere utile), aggiungeteci il nome del tizio e un paio di commenti, perché in futuro è altamente probabile che il cafone si rifarà vivo, a meno che voi non siate una donna con poca cura della propria igiene personale e/o carenze nella rimozione dei propri peli superflui. Se si rifarà vivo potrete valutare se vi va di essere la sua booty call per una sera o meno. E non aspettatevi nulla più di questo.

10. Frasi come “mi tiene sulla corda” “mi tratta male” “è scostante” “ho bisogno di una conclusione”… sono cazzate, e di proporzioni gigantesche. Le cose si fanno in 2 (a volte in più di 2 ma restiamo sul basilare). Voi potete decidere di: non farvi tenere sulla corda, non farvi trattar male, non lasciarvi influenzare da un umore altalenante, dire basta a quanto prima senza nemmeno doverlo comunicare all’altro, dirlo a voi stessi è sufficiente.

Quanto sopra, che non ha pretese di completezza, è frutto di anni di esperienza di cafoni, di impotenti sentimentali, di misteriosi idioti, di stronzi tout court. Dovrete passarci anche voi prima di capire che sono altre le persone da frequentare. La condivisione delle esperienze altrui non vi sarà di alcun aiuto, penserete sempre di essere l’eccezione, fino a che la realtà non vi smentirà senza lasciarvi alcun margine di dubbio. Perché come diceva il buon Wilde: 
“L’esperienza è il tipo di insegnante più difficile. Prima ti fa l’esame, poi ti spiega la lezione”. Ma se siete intelligenti imparerete. Perché il fatto che la vita sia semplice e ricca di cose belle di cui godere è vero, a patto che smettetiate di complicarvela da soli e accettiate il fatto che stare bene è molto meglio che stare male.

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2 Responses to Relazioni: chi ben comincia…

  1. love2lie says:

    Io sono per il vivi e lascia vivere. Se una (o uno) vuole cercare a tutti i costi il principe azzurro lo faccia pure. Se vuole trovarsi uno per una notte e via, non sarò io a fermarla. Purchè ognuno sappia a cosa andava incontro fin dall’inizio e non mi faccia salire il crimine aggiornandomi su tutte le sue evoluzioni e angosce relazionali

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