Firenze, seconda visita.

Reduce da una 3 giorni a Firenze posso dire che questa città mi lascia sempre una sensazione di incompiuto. Se vedi i musei non li vedi comunque tutti, se non fai shopping ti rimane la tentazione di quei negozi spettacolari, se non sali fino a San Miniato hai paura di esserti perso qualcosa…

A Firenze c’è talmente tanta bellezza in ogni angolo che non basta un weekend, non basta una settimana… perchè si sa che fare il turista è faticoso e per godere appieno delle cose dovresti alternare esplorazione e relax ma a Firenze farlo in pochi giorni è impossibile. Hai l’ansia della scoperta. Non vuoi perderti nulla. Vuoi goderti la luce del mattino, del pomeriggio, del tramonto, il romanticismo della sera… Tutto, insomma.

A me viene sempre la tentazione di andarci a vivere per un po’ a Firenze. Perchè nonostante io sia una tipa da spiaggia, in senso letterale, l’idea di poter percorrere quei vicoli quando mi va, di scoprire un nuovo negozietto, di camminare lungo l’Arno la sera, di chiedere un’indicazione e sentirmi rispondere: “vai tutto a dritto, arrivi alla stazione, poi Firenze è una bischerata, in 10 minuti il centro l’hai visto” mi affascina.

E capisco benissimo chi viene colto dalla sindrome di Stendhal a Firenze, ti toglie il fiato, sul serio. Così come capisco che Manzoni andò a lavar i panni in Arno. In Toscana usano correttamente il passato remoto e usano quotidianamente termini che nel resto d’Italia sono rari, perchè sostituiti da altri più generici e banali. Qui sentirete “non mi far alterare” anzichè il banale e volgare “non farmi incazzare” e per una che ama la lingua come me è un sogno.

Se andate a Firenze sarà d’obbligo una visita agli Uffizi. Io sono stata fortunatissima perchè non ho dovuto prenotare nè fare code, ma era un weekend evidentemente atipico. Conviene quindi prenotare la vostra visita con un po’ di anticipo. Ammirerete una quantità di capolavori immensa e uscirete di lì in uno stato di estasi. Io mi sono innamorata del Giovanni Battista nella Madonna delle Arpie di Andrea del Sarto. Ho proprio avuto un attimo di smarrimento, ve lo assicuro.

Cercate di salire sulla torre di Palazzo della Signoria in orario tramonto, in modo da godervi la luce della sera che accarezza l’Arno. L’Arno è infatti molto bello la sera e la notte mentre di giorno è un corso d’acqua di colore verde ben poco invitante, che vanta anche qualche pescatore di non so bene cosa.

Imperdibili sono anche Santa Croce e palazzo Orsanmichele, che purtroppo è visitabile all’interno solo il lunedì dalle 10 alle 17.

Perdetevi un po’ tra i vicoli, senza far troppo caso a dove state andando. Se siete sensibili al fascino di Medioevo e Rinascimento, le pietre delle antiche torri e le decorazioni delle superfici impegneranno il vostro sguardo a ogni passo.

Godetevi la zona dell’Oltrarno, ricca di botteghe artigiane. Se amate la moda fate un salto da Quelle Tre, in via Santo Spirito 42, una meravigliosa boutique dove si incontrano moda e design, creata da 3 sorelle: http://www.italiastraordinaria.it/artigianato/firenze/quelle-tre.html. Purtroppo ho potuto godere solo delle vetrine poichè il negozio era chiuso per ferie (altro segno che devo ritornare a Firenze). E non perdetevi piazza Santo Spirito, per me semplicemente deliziosa. C’è un’atmosfera un po’ bohèmien ed è veramente piacevole trascorrervi qualche ora per la cena o per un drink post cena in uno dei tanti locali che si affacciano sulla piazza o semplicemente seduti al suo centro tra gli alberi e una graziosa fontana. In questo quartiere troverete anche un pub in stile tipicamente irlandese: The Friends pub in borgo S. Jacopo 51 http://www.thefriendspub.it/. Certo, non sarà qualcosa di “tipicamente fiorentino”, ma può essere una piacevole parentesi, sia per il barista (si sa che io mi innamoro ogni 5 minuti), che per il fatto che potete giocarci a freccette, che personalmente non sottovaluterei.

In Oltrarno troverete anche Palazzo Pitti, che divenne residenza dei Medici quando Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I de Medici, decise, preoccupata per la salute dei figli, di spostarsi in una zona più salubre rispetto al centro, da dove fosse possibile raggiungere facilmente piazza della Signoria ma godersi anche un giardino arioso (Boboli).

All’interno di Palazzo Pitti valgono una visita la Galleria Palatina, con capolavori di Tiziano e Raffaello e la Galleria del Costume, il più grande museo della moda d’Italia. Personalmente mi ha un po’ deluso il giardino di Boboli. Mi aspettavo grandi meraviglie invece l’ho trovato parecchio spoglio e con una manutenzione alquanto trascurata. Purtroppo non potrete fare il biglietto per le singole ricchezze di Palazzo Pitti ma dovrete scegliere tra due diversi percorsi possibili. Diciamo che in ogni caso, se avete intenzione di visitare parecchi musei e chiese vi conviene fare la Firenze Card e fine della questione.

Per dormire consiglio un posto dove non ho potuto soggiornare, poichè pieno, ma il proprietario, Bruno, è stato talmente disponibile e d’aiuto che non posso non ricordarlo: il bed&breakfast L’Olivo. Se non volete stare in una suite e nemmeno in uno degli alberghi economici ma anche anonimi e fatiscenti del centro, questa potrebbe essere una soluzione ideale. Il b&b si trova in Lungarno Ferrucci, quindi a un quarto d’ora a piedi dal centro, ovvero comodissimo. L’ambiente familiare, la pulizia e la simpatia del gestore daranno il tocco in più al vostro soggiorno. http://www.olivofirenze.it/

Già che siete in Toscana, il mio consiglio è di non focalizzarvi solo su Firenze ma di esplorare anche un po’ di colline circostanti. Io sono passata da Arezzo facendo poi la strada di passo di Viamaggio, molto frequentata dai motociclisti proprio perchè stupenda nel susseguirsi delle colline. Lì capirete che Sting non è affatto uno stolto. Anche a me è venuta voglia di prendere una cascina in Toscana. E organizzarci poi corsi e seminari di yoga, meditazione, cucina, ceramica, restauro e chi più ne ha più ne metta. Ma io sono sentimentale e decisamente poco realista, lo so.

Quindi la mia seconda volta a Firenze, questa senza Radiohead e non di corsa, mi ha fatto venire voglia di tornarci una terza volta a Firenze. E ammetto di aver sentito moltissimo la mancanza del mio amico Andrea che mi aveva accompagnato nel mio viaggio precedente, per il concerto. Perchè sapete, non importa quanto voi siate zen e capaci di godere della bellezza che avete intorno indipendentemente da tutto, il compagno di viaggio conta… conta moltissimo.

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