La domenica mattina e il lavoro (del perchè io odio la gente)

La sottoscritta è un po’ misantropa. Non sono una di quelle persone che hanno un disperato bisogno di compagnia. No. Piuttosto il contrario. Io ho bisogno del mio tempo e dei miei spazi di solitudine. Se nell’arco delle 24 ore non ho almeno un’ora per me soffro. Tantissimo. Quindi uno pensa che io odi la gente. No, io ho bisogno di un po’ di tempo in santa pace in cui farmi gli affari miei. 

Poi sì, odio anche la gente, ma quello è colpa loro. 

Di seguito un caso che mi porta a manifestare astio, acidità e immane scazzo nei confronti del prossimo.

Quelli che ti parlano di lavoro la domenica mattina. 

Allora, se uno ha un lavoro e la domenica mattina riposa, non avrà voglia di parlarne. Se uno ha un lavoro e dovrà lavorare la domenica mattina avrà voglia di parlarne ancora meno. 

Se uno non ha un lavoro, tipo la sottoscritta al momento, e vive già un’angoscia perenne 24/7, come dicono gli anglofoni (leggi 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana), uscirsene con l’argomento lavoro la domenica mattina è assolutamente fuori luogo. Perchè uno che vive già nell’ansia, senso di colpa, oppressione e preoccupazione perenni, almeno la domenica mattina gradirebbe non pensarci a questa cosa e invece no, arriva il demente di turno che ti chiede del lavoro. 

E tu lo mandi a stendere, ovvio. 

Sei tu stronza o il fatto che a scuola non insegnino il buon senso, oltre che l’ortografia, è un problema a cui non si dedica la giusta attenzione? (sì, è una domanda retorica). 

Non lo so come venga in mente alla gente di parlarmi di lavoro la domenica mattina. Ma so che sono degli idioti. Perchè se vuoi fare conversazione trovati un altro argomento. 

L’idiota poi, dopo averti chiesto del lavoro e aver saputo che sei disoccupata, ovviamente non diventa intelligente e continua, con una o tutte le seguenti opzioni:

– ti chiede che cosa è successo e come hai perso il lavoro (e una smania dalla voglia di ripercorrere il tutto la domenica mattina, è noto).

– ti chiede che programmi hai per il futuro. (dobbiamo parlarne la domenica mattina? no perchè al momento il mio unico programma è non decapitarti con un’ascia nei prossimi 10 minuti)

– ti dice che gli dispiace ma ti capisce, perchè anche lui magari tra sei mesi o un anno se non gli rinnovano il contratto potrebbe perdere il lavoro. (e questo dovrebbe farmi sentire meglio perchè? che cavolo vuol dire? domani potresti anche morire se è per questo, e allora?)

– ti dice che c’è la crisi ed è normale, di non angustiarti. (ah, e le mie spese le paghi tu mentre io mi rilasso e uso la crisi come alibi al fancazzismo come fanno molti miei simili?)

Quindi io odio la gente, ma ciò non ha nulla a che vedere con la mia natura solitaria, bensì con la deficienza altrui, per cui ne ho ben donde di odiarli. 

Per i soggetti di cui sopra: mai parlare di lavoro alla gente nei giorni festivi, a meno che non introducano l’argomento i diretti interessati. 

Se foste intelligenti trovereste argomenti di conversazione migliori, ma non lo siete, quindi non vi porrete il problema. Per cui fatemi un favore, la domenica mattina con me non parlateci. Tacete e non rompete le palle. 

 

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