Egitto in pillole: il biglietto del treno.

Premessa: Ho deciso di dedicare un po’ di post all’Egitto, paese che ho visitato più volte e di cui conosco qualche curiosità che mi piacerebbe condividere. Ogni tanto quindi ci sarà un post relativo alla terra dei faraoni.

Spesso sento dire: “Sono stato in Egitto”. E’ una frase che dicono quelli che hanno fatto una settimana sul Mar Rosso o una crociera sul Nilo. Mi indispettisco un po’, perchè in Egitto ci ho vissuto, e solitamente quella frase è il preambolo di una serie di luoghi comuni condivisi come verità assolute. Questo accade un po’ per ogni luogo. C’è il viaggiatore che umilmente parte alla scoperta di un paese e non pretende di autonominarsi poi esperto dello stesso e c’è chi si sente il nuovo Ferdinando Magellano.

Il fatto è che quando vai in un paese straniero non stai solo per visitare nuove strade ed edifici diversi ma stai per confrontarti con una serie di codici e usanze a te totalmente sconosciuti o perlomeno poco familiari. Può darsi che tu ti sia un po’ documentato oppure no, e se non lo hai fatto devi fare parecchia attenzione, sempre che tu abbia un qualche desiderio di integrarti con la popolazione locale.

La prima volta in cui andai in Egitto non ero assolutamente preparata. Studiavo arabo da un paio d’anni all’università e mi resi conto della mia inadeguatezza appena scesa all’aeroporto del Cairo, quando tutto quello che sapevo dire, in arabo classico, erano cose tipo: “la casa del mercante è più grande della casa del contadino”, oppure: “il cammello è davanti alla casa dell’emiro”. E no, non ti saranno utili se devi comprare un biglietto del treno per Luxor alla stazione Ramses. Ingenuità mia ma anche lacune nell’insegnamento, diciamolo.

(Piccola parentesi: ogni paese arabo ha un suo dialetto, che è la lingua parlata dagli abitanti. L’arabo classico è la lingua della diplomazia, dei telegiornali e del Corano e spesso non è conosciuta, al di là della recitazione delle Sure, soprattutto in quei paesi con alto tasso di analfabetismo, quindi vi servirà a poco. Il dialetto, che è anche MOLTO più facile dell’arabo classico, sarà invece quello che vi salverà nel quotidiano e vi darà grandi soddisfazioni quando l’ennesima persona dirà: “ma parli arabo?” e voi potrete rispondere: “sì!”)

Quindi tu vai alla stazione Ramses e devi andare a Luxor. E’ sera, il tragitto dura 11 ore e alla mattina sarai a Luxor. Se riesci a comprare il biglietto.

Innanzitutto bisogna capire che tu sei una donna e sei occidentale. Sei abituata, seppur italiana, a fare la fila davanti a un qualsivoglia sportello. In Egitto ti renderai conto che le file un po’ naif improvvisate dagli italiani non sono poi il peggio del peggio.

Ti passano tutti davanti, ti devi imporre. Se ne fregano che tu sia donna, che stia facendo la coda, che fosse il tuo turno. Non è una questione di maleducazione o poco rispetto, è così, punto. In genere in Egitto le commissioni per le donne le fanno gli uomini (così mi hanno spiegato gli autoctoni), quindi loro non ti calcolano.

Se stai facendo una fila, in stazione, in banca, in comune… dovrai sgomitare. Non sarà da signora, nè per te nè per loro ma è l’unico modo. Mi dissero anche che non dovevo far nulla perchè: “devi dimostrare che tu sei una donna di alto livello e non sei abituata a confrontarti con contesti così proletari”. Però nella realtà dei fatti se non vuoi dormire in stazione non puoi permetterti di atteggiarti a regina di Svezia.

Per quanto riguarda i biglietti del treno poi, quando arrivi allo sportello non avrai vinto, avrai solo superato la prima difficoltà. I biglietti saranno finiti. In Egitto i biglietti del treno sono SEMPRE finiti. E’ come la contrattazione del prezzo al mercato, uguale. Dovrai inventarti cose urgentissime e importantissime che devi assolutamente fare nella tua meta, magari facendoti aiutare da un signore che ti sta vicino. Con molta insistenza comprerai il biglietto. Alla fine il posto c’è ma bisogna guadagnarselo. A volte non c’è proprio, ma sono casi rari.

C’è poi il caso in cui non devi comprare un biglietto su due piedi. Chiederai in hotel qualche informazione per prendere un biglietto del treno. Solitamente il receptionista si offrirà di prenderlo per te: “Non ti preoccupare, siediti qui e bevi un té, faccio io”. Berrete moltissimo té in Egitto. Sappiatelo.

Se il receptionista è una persona onesta pagherete il prezzo normale, lasciandogli un piccolo bakshish (mancia) per il disturbo. Se non lo è, pagherete un prezzo folle mentre lui vi racconta storie improbabili sul “terribile mercato nero del biglietto”.

Sul treno, se viaggiate in compagnia, è meglio che non vi scambiate effusioni amicali o peggio ancora amorose con i vostri compagni di viaggio. Tipo dormire abbracciati. Non si fa.

Le cose positive del treno in Egitto sono che è sorprendetemente in orario (almeno pre rivoluzione egiziana) e che se viaggiate di notte tra il Cairo e Luxor o Aswan vedrete l’alba che lentamente illumina le pianure lungo il Nilo, e questo è uno spettacolo che da solo vale tutta la fatica dell’acquisto.

Image

Advertisements
This entry was posted in Egitto and tagged . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s