Going public.

Oggi un post del mio blog è stato condiviso da un blog molto popolare e seguito. Confesso che non ero preparata. Da una parte fa piacere avere maggiore audience e commenti di altre persone con cui confrontarsi, dall’altra ti becchi anche gli insulti e, onestamente, ci rimani male.

Questo è un semplice blog, non ha pretese particolari. Si parla un po’ di tutto, dai sentimenti, al lavoro, alla politica, all’estero, alla moda… senza pensare di essere chissà chi.

Oggi sembra che tutti siano scrittori perchè hanno un blog, perchè pubblicano un libro, perchè una volta, alle medie, hanno scritto un racconto. Io non mi sono mai definita una scrittrice. Mi piace scrivere e, a volte, condividere i miei pensieri con chi ha voglia di leggerli.

E’ anche per questo che non faccio tantissima pubblicità. Ci sono persone che scrivono, poi ti scrivono che scrivono e se per favore li puoi leggere. Io condivido un link, poi lascio che ognuno decida un po’ che cosa farne.

Vedo moltissima mediocrità e questo mi spaventa perchè spesso mi spinge a domandarmi se sono mediocre anch’io. Poi alla fine mi dico che almeno il mio blog non è un martoriamento autolesionista ed egocentrico su relazioni sbagliate e non è nemmeno il blog di un professionista, ma al momento va bene così. Perchè rispecchia me, che passo dal parlare di questioni mediorientali agli ultimi trend in fatto di smalto.

E’ che non mi piace prendermi troppo sul serio. E a volte sono impetuosa (perdonate la deriva poetico-sentimentalistica) come il khamsin, un vento caldo, tipico del Sahara, che porta calore e sabbia.

Sono aperta alle critiche, perchè le critiche costruttive ti fanno crescere e l’importanza della crescita oggi è decisamente sottovalutata da noi che a 30 anni ci definiamo ancora “ragazzi”.

Però gli insulti gratuiti, i giudizi sbrigativi… quelli feriscono.

A volte vorrei essere più impermeabile al mondo esterno, decisamente meno sensibile. specialmente quando si tratta di confrontarsi con sconosciuti sul web.

Probabilmente diventarlo è anch’essa una parte di quella crescita che a volte facciamo fatica a intraprendere.

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6 Responses to Going public.

  1. Simona says:

    Ma fregatene e vai avanti così…impara a capire che tutti vengono insultati, è inevitabile.

    Simona

  2. Sai quanti insulti mi sono presa io per aver scritto un post sugli spaghetti bolognese? Fregatene. Continua a scrivere di quello che vuoi e come vuoi. Se ti fai solo scalfire da questa gentucola repressa gli dai troppa soddisfazione.

  3. LaJOe says:

    purtroppo ormai il mondo è dei villani.
    Al supermercato dici “arrivederci, buona giornata” alla cassiera e lei ci rimane di stucco, ti guarda tra l’incredulo e il commosso e ti risponde blabettando “eh? ah…sì!…grazie….e altrettanto!” neanche le avessi regalato 10 milioni di euro… Ormai la gente non è più abituata alla semplice buona educazione normale. Vige l’arroganza e la prepotenza. Al supermercato, come sui blog.
    Certo non fa piacere, ma almeno sai che non c’è niente che non vada nei tuoi post. E’ la gente che non sa esprimersi in modo adeguato.
    Quindi anzi, scriviamo ancora più post impetuosi, che magari a forza di dai e dai imparano a comportarsi 🙂
    Buona giornata e Kopf hoch!

    • 2emebureau says:

      Ti ringrazio. In realtà in perfetto stile Bridget Jones la maggiore risonanza ce l’ha un post dove ho usato un linguaggio un po’ più colorito e una lista. Una si sbatte per articolare dei pensieri poi fa audience una semplice lista :). qui si continua, senza pretese. Chi giudica un blog da un post è come chi giudica un paese da uno stereotipo. e poi si offende se gli chiedono se ha votato Berlusconi anche lui. 🙂 Buona giornata anche a te!

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