Leggings. Ci sono delle regole.

Leggevo questo articolo sul Deboscio che rimanda a un articolo di Maria Laura Rodotà, oggetto i leggings: http://www.ildeboscio.com/2012/11/12/i-leggings-sono-da-troia/.

E’ vero che i pantaloni nel Bel Paese sono ad oggi un articolo difficile da trovare se hai una taglia superiore alla 42. Ne cercavo un paio, lo scorso anno e sono diventata cretina. Che poi io ho una 44, non è che se non entro da Elena Mirò non mi vesto. E non ho le gambe corte, storte, il sedere basso o i fianchi sproporzionati rispetto al resto del corpo.

Alla fine ne comprai un paio di quelli che andavano di moda appunto lo scorso anno, con delle mega pinces sul ventre che sembrava una avesse un generoso pacco di derivazione maschile. Comprati nella disperazione di: mi serve un paio di pantaloni perchè nella 40-42 non entro più e non posso andare in giro in mutande.

Mai messi quei pantaloni. Cifra importante per un pantalone che non ti piace ma non hai altra scelta. Che poi c’è la crisi, sai che hai preso peso per vita disordinata causata da lavoro a ritmi schiavistici per non perderlo il lavoro (vi svelo un segreto… lo perderete lo stesso) e non vuoi spendere minimo 100 euro per un pantalone che magari tra 2 mesi (speri fortemente) ti starà largo.

Però i pantaloni che costano poco sono appannaggio esclusivo delle ragazze magrissime. O di quelle che non si guardano allo specchio prima di uscire o che non hanno rispetto per il prossimo. Perchè non so voi, ma io credo fortemente che uno sia libero di vestirsi come vuole ma gli altri sono anche liberi di non vedere degli obbrobri.

Cercate una taglia normale di un pantalone (e per normale intendo 44-46, non sto parlando del cast di Super Size Me) in un H&M, Zara o simili qualunque. Non la troverete. Se la troverete sarà in mezzo a trilioni di 38 e 40. E vi sentirete abbastanza una schifezza. Tanto non vi entrerà lo stesso, anche se è la vostra. Avete presente la rivisitazione delle taglie ne Il diavolo veste Prada, secondo cui la 42 è la nuova 56? Ecco, stesso principio. Il problema non siete voi ma è il mondo fuori, tranquille. Se mettessero un misuratore di QI in ogni isolato forse avremmo altre fisime.

Provate un pantalone da Motivi, luogo del male in cui modelliste e luci dei camerini tramano per farvi sentire la versione femminile dell’omino Michelin. Andrete a casa senza pantaloni ma con 4 libri di diete che vi rovineranno la salute.

In buona sostanza, se avete 2 curve e qualche muscolo, o entrate in un negozio di abbigliamento SERIO o non troverete un paio di pantaloni degni di questo nome. E anche se entrate un negozio serio e siete quindi pronte a fare un investimento per non girare in mutande non è così garantito che troverete ciò che state cercando.

Che si fa? Si comprano i leggings, ché quelli li vendono ovunque e ci si entra comodamente.

La prima volta che andai in Egitto (7 anni fa) conobbi i leggings, che servivano a coprire l’ultima parte della gamba delle donne, tipo da sotto il ginocchio alla caviglia, sotto gonne e vestiti generosi. Non ne ho la certezza ma secondo me l’idea l’han presa lì. Guarda quindi come può essere stravolta un’idea.

Quello che le donne occidentali non hanno chiaro è che i leggings non sono pantaloni. Li metti sotto un vestito corto, sotto una maxi maglia, non sotto un top o una t-shirt, altrimenti è come se andassi in giro in mutande. Per capirci, se il tuo sedere è coperto solo dai leggings, li stai usando nel modo sbagliato.

Poi, i leggings non mentono. Sono come il vino. Quindi magari evita le tonalità chiare se hai la cellulite. Soprattutto se li stai usando nel modo sbagliato.

La scorsa settimana ho visto una signora sul 4 (tram torinese), solo l’ultimo esempio di una lunga serie di drammi estetici, over 40, con una canotta fino alla vita e un paio di leggings. Bianchi. Con in fondo il bordino di pizzo. Non è stata una bella visione. Non è il Vietnam, è la moda, ci sono delle regole. E tu signora mia, o ti vuoi profondamente male o odi il mondo.

Poi, già il leggings tinta unita va usato con criterio. Ma di quelli fantasia che sono sbucati quest’anno ne vogliamo parlare? Stile floreale, piccola squaw, incidente di Pollock… una cosa inguardabile. E il fatto che la commessa di Calzedonia li debba indossare per politica aziendale non significa che questa sia una buona idea.

L’abuso di leggings è solo una recente conferma del fatto che qua noi il senso del pudore ce lo siamo dimenticato. Iniziò tutto con Amici di Maria de Filippi. Gente che andava a insultarsi in tv dimostrando che Freud ci ha rovinato. Da lì non ci siamo più ripresi.

Ancora due cose:

1. i pantaloni a vita molto bassa, con la gamba strettissima in fondo, se non vantate un fisico da top model vi faranno il culo piatto e le gambe tozze. Se vantate un fisico da top model altri articoli di abbigliamento vi staranno comunque meglio.

2. H&M sta cercando di convincerci che i pantaloncini inguinali stanno bene a tutte. No, non è così.

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