Entusiasmo!

C’è un gruppo di persone, ovvero gli entusiasmo, con le quali io so che sto bene in qualunque contesto. Davvero qualunque. Con loro ho i miei ricordi più belli, e nessuno può farci niente. Gli entusiasmo sono 4 ragazzi con i quali sono amica da 7 anni, a occhio e croce. Con loro anche un pomeriggio di niente in mezzo al niente diventa una cosa meravigliosa, sia se sono presenti tutti o soltanto uno di loro.

Purtroppo i tempi in cui gli entusiasmo erano spesso tutti i insieme sono lontani.

Due anni fa circa, uno di loro ha deciso di partire per il Messico. Da allora ci siamo solo più sentiti via pc, e si sa che non è la stessa cosa. Ci salutammo come se sapessimo che ci saremmo visti il giorno seguente. Io non sono brava con gli addii, non ho ancora imparato a relazionarmici, lo ammetto.

E così il mio amico se ne andò in Messico e io lo salutai in via Peyron, in quella che poteva essere una sera qualunque. Ricordo quando chiusi la porta dietro le sue spalle però, che mi sentii triste come non mi sentivo nelle sere qualunque. E stetti lì ad ascoltare i suoi passi scendere le scale con il vuoto dentro.

Sabato sera ero al matrimonio di una delle mie migliori amiche. Ero seduta su una sedia di legno in mezzo a un prato, col mio vestito da geisha, i tacchi alti, i capelli raccolti e un bicchiere d’acqua in mano. Chiacchieravo con un paio di signore quando a un certo punto mi volto e… Alessio!!!

Sono scattata in piedi e mi sono messa a correre, vuotando metà del contenuto del bicchiere sul prato nella foga.

Sì era lui. Proprio lui, insieme alla fidanzata, Selene, una adorabile ragazza messicana, che lo ha accompagnato nel viaggio.

Il mio cuore era carico di gioia, e lo è stato ancora di più quando mi ha chiesto un abbraccio… io essendo lui fidanzato, nonostante l’immenso affetto e la felicità straripante, non mi volevo allargare troppo.

Che cosa può fare di meglio un amico che rivedi dopo così tanto tempo se non chiederti un abbraccio? Se non dirti che si sente la tua mancanza?

Può fare ancora un paio di cose in effetti: farsi trovare in splendida forma e presentarti una super fidanzata. Una di quelle persone che speri che gli sia accanto tutta la vita.

Selene è bella, solare, colta, simpatica, accogliente. Si è subito integrata in un matrimonio pieno di invitati di origine piemontese… e non so se mi spiego. E’ stata semplicemente deliziosa. Mi ha anche lasciata da sola con Alessio perchè avessimo modo di raccontarci un po’ di cose tra noi dopo tanto tempo. E sappiamo che non tutte hanno questa sensibilità.

Sono così belli insieme. Abbiamo riso tantissimo, fatto fotografie sciocche, da entusiasmo, di quelle in cui non ti preoccupi se sembrerai grassa o brutta, che ti importa, sarà l’immagine di un momento felice.

E se non fosse stato per Selene, che verso l’una mi ha pazientemente disfatto l’acconciatura composta da un milione di forcine arpionate al mio cranio, probabilmente ce le avrei ancora in testa. Le sarò grata a vita.

Mi mancava Alessio. Tanto. Iniziavo a dimenticare le cose di lui che lo rendono così speciale. La genialità, la gestualità tutta peculiare, la simpatia arguta.

Siamo stati gli ultimi ad andarcene. Abbiamo concluso la serata sui campi fuori dalla villa. Parlavamo del mondo là fuori dall’Italia e Alessio ha detto che non si riesce apprezzare l’Italia a meno di non andarsene via. E ha aggiunto che la mancanza arriva dopo un po’, bisogna star via più di 6 mesi. Di lì io ho citato Pavese, quando diceva che un paese serve, se non altro per andarsene via. E Ale ha citato Mussolini: “governare gli italiani non è difficile, è inutile”. Direi che non si può dargli torto.

Da Pavese al corrispettivo di Fenoglio in Messico il passo è stato breve. Non ricordo il nome di questo scrittore ma Selene ci ha riassunto la trama di un suo libro. Una cosa di un’angoscia e di una tragicità terribili, al termine della quale Alessio, per risollevare gli animi si è messo a ballare urlando: Vai, Festa!

Sono questi i momenti indimenticabili.

E in più il mio amico mi ha portato un regalo dal Messico, che mi ha dato in mezzo a un campo, di fianco a un camper dell’82, sotto una luna meravigliosa.

Di più non potevo chiedere. E adesso aspetto il loro ritorno dal giro per l’Italia. Per nuove risate, e nuova festa e nuove foto stupide.

Poi li saluterò come sempre, come amici che sai che rivedrai presto. Perchè il presto, in questo mondo fatto a pezzi dalla crisi, è un concetto relativo.

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