Quel posto di merda che è San Salvario.

Si sa che in Italia, il modo di rivalutare e “bonificare” quartieri malfamati è riempirli di locali. Così la gente smette di lamentarsi degli spacciatori e inizia a lamentarsi degli schiamazzi notturni. Anche il fatto che la gente si lamenta, a prescindere, è noto.

Nella città sabauda questa sorte toccò anni fa l’area del Quadrilatero romano, che si riempì in fretta di locali, negozi e botteghe di design, artigianato, varie ed eventuali. E quindi di gente, molta gente. Poi si pensò di applicare la stessa ricetta al quartiere di San Salvario, dove gli autoctoni. non appartenenti alla criminalità, evitavano di avventurarsi e dove i pullman scaricavano i turisti proprio di fronte all’hotel designato e guai a fargli percorrere mezza via del quartiere a piedi durante il soggiorno.

Io odio San Salvario.

Se mi propongono di uscire a San Salvario iniziano a venirmi vari disturbi psicosomatici e alla fine rinuncio a meno che proprio non mi puntino una pistola alla tempia, magari anche solo quella morale, tipo: festa di laurea di coinquilini o amici molto stretti. Allora, con la morte nel cuore, vado a San Salvario.

Da un paio d’anni gran parte della movida torinese (espressione che già di per sè mi fa vomitare) ha luogo qui. Ai primi locali storici, con un’etica e un’idea di base sensata, tipo il Biberon, si sono uniti milioni di altri locali. Dire che il mercato è saturo è pleonastico. Ristoranti, enoteche, caffé, circoli arci, circoli vari, case del quartiere, discoteche, ristoranti etnici, ristoranti piemontesi, ristoranti veg, ristoranti bio, ristoranti macrobiotici, ristoranti di cucina molecolare, rivenditori di torte e cup cake, e via dicendo. Più i mille negozi di design e cagate varie. Perchè se la vendono a San Salvario, anche se è una cagata, è figa.

Innanzitutto, se devi andare a San Salvario e non puoi permetterti il lusso di spostarti in bici, recati sul posto due ore prima dell’appuntamento. Quello infatti è il tempo che ti servirà mediamente per trovare parcheggio. Alla fine troverai un buco, con il solo uso della tua vista, in cui sarai perfettamente in grado di parcheggiare, ma ci sarà un parcheggiatore abusivo a caso che ti farà segni altrettanto a caso, suggerendoti manovre varie, a cui dovrai versare l’obolo per la tua serata di divertimento. Forse.

Se devi cenare, preparati a pagare uno sproposito per porzioni lillipuziane e soprattutto di qualità scadente, servite da gente poco educata. (Questo non è vero per tutti i ristoranti ovviamente, ma per molti, specialmente se hanno aperto di recente). Insomma, spendi molto ma non paghi la qualità, paghi la location. Ora, se la location consiste in gente seduta per terra tra piscio di cane, vomito e immondizia, vedete voi se ne vale la pena. In molti sembrano divertirsi così. Probabilmente perchè hanno speciali agevolazioni con qualche lavanderia/tintoria. La sottoscritta riesce solo a guardarsi intorno schifata pensando alla decadenza dell’Impero romano.

Se devi bere qualcosa andrai in posti che si chiamano lavanderia qualcosa, officina qualcosa, birrificio qualcosa. Artigianato e proletariato infatti suggeriscono i nomi dei locali al punto che il vero evento ormai sarebbe se aprisse una ferramenta. Ma una ferramenta in cui vendono veramente articoli da ferramenta, non cocktail annacquati a 8 euro.

In realtà è poco importante dove vai. I locali sono tutti uguali. Ovunque lo stesso legno, gli stessi pallet stile shabby chic, le stesse candele sui tavoli, alcune celate dal vetro, altre dal fil di ferro, altre dalla carta. Insomma, candele con intorno qualcosa.

I giovani si mescolano a cinquantenni e sessantenni che sembrano arrivare da woodstock e vestono calzature improbabili, tipo crucco ma senza calze. Hanno la pancia da birra, l’igiene personale da carenza di sapone e le movenze di uno che a breve, facendo un giro in India, cadrà nel Gange per caso.

E la gente sta lì, e parla e beve e parla. Dentro i locali e fuori dagli stessi. Io, onestamente. dopo l’una mi sono rotta le balle di bere. Per me dopo l’una o balli o trombi. Se vuoi ballare in San Salvario scenderai in sale ospitate da sottoscala dove i tratti distintivi sono l’odore di urina (sì, è il must della zona) e giovani hipster che decidono chi entra e chi sta fuori. E a volte uno non lo sa ma non entrare è un bene.

Riassumendo: San Salvario è un posto di merda.

Ps. Questo post è stato condiviso sulla pagina Facebook del gruppo del Biberon. Il che non era a me noto, poi lo è diventato dopo aver ricevuto una valanga di commenti rispetto al solito. Mi è stato scritto di tutto da: CESSO stai a casa, il piscio lo porti te, fighetta di merda abiterai a Santa Rita. Alcuni commenti li ho autorizzati, altri no. Proprio perchè dentro non c’era nulla di utile se non insulti a caso di gente che se mi incontrasse sono certa che si scuserebbe, ma la protezione dello schermo rende molte persone tanto coraggiose quanto pressapochiste e maleducate. Come scriveva Pavese ne “La casa in collina”, quel che ci tocca non è per caso che ci tocca. Ecco, commenti come quelli sopra a me non toccano. Altri commenti, un attimo più maturi, mi hanno invece fatto riflettere sul fatto che se questo blog viene letto da chi non mi conosce a questo post mancano alcune cose. San Salvario di per sè è un bellissimo quartiere. Il problema è che nel nome del dio lucro negli ultimi anni è cambiato moltissimo ed è diventato invivibile. Io ci andavo spesso, per bere una cosa con gli amici e far due chiacchiere, per ascoltare della buona musica e il lunedì sera al Biberon, che non mi paga per quello che scrivo, del buon jazz. Ora quel San Salvario non esiste più ma è pieno di fighetti hipster che si fingono alternativi e che generano il fastidio di cui sopra. Riporto il commento di una persona che ha commentato su Facebook e non qui e che secondo me riassume molto bene la situazione:

beh che sia diventato un carnaio è vero.. in più non ha favorito l’integrazione tra residenti e amanti della “movida”, visto che la maggior parte dei magrebini che abitano la zona continuano a frequentare i baretti di quartiere e non vanno di certo all’astoria o al ddr..ma se ne restano, invece, ghettizzati in locali “altri” che non sono quelli frequentati dai “gianduiotti” ..a me san salvario piaceva di più qualche anno fa..

Concordo con lui. Su tutte le altre carenze di questo post, tipo il ruolo del Comune in tutto questo, è un post, non un articolo sulla Stampa o un editoriale.

Grazie a tutti.

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22 Responses to Quel posto di merda che è San Salvario.

  1. Erica says:

    WaW, che sollievo: qualcuno la pensa come me!! Mi sentivo un’aliena ….oltre che assolutamente troppo poco trendy

  2. Pingback: L’esenzione ticket. | 2emebureau

  3. francescocrudele0@gmail.com says:

    “Per me dopo l’una o balli o trombi”. Mi piacciono le tue teorie

  4. pinuccia says:

    eppure siete tutti qui, quella del commento doveva firmarsi…invece ke viene a ridere e parlare a voce altissima sotto le finestre delle persone ke da 30 anni abitano qui, fino alle 3,30 di notte e non se ne vanno se non mandati via dagli urli delle finestre……i gestori non seguono una regola, neppure mezza…a tutti loro non gliene importa del rumore …tanto poi vanno a dormire altrove e dormono fino al pomeriggio…..ma gli abitanti cosa hanno fatto di male per dover subire questa violenza??? i dehorts sono sulle strade dove di giorno i cani fanno di tutto..eppure piace anche quello……….come le pecore ..le masse vengono mandate di qua’ e di la’ secondo le decisioni di ki sta’ in alto…..fra qualke tempo a ki toccherà??? qui saracinesche vuote non ce ne sono più !!!!!!!!!!!!! ma non vi accorgete ke così hanno fatto il gioco della malavita???? ora si nascondono senza fatica tra la folla!!!!!!!!!!!!!!

  5. geppo says:

    L’ odore di piscia e l immondizia la porti sotto il tuo naso, io vivo a san salvario da 37 anni è preferisco i locali alle risse tra spacciatori e tossici, e cmq se nel caso ti fossi imbattuta in piscia e immondizia la colpa è di ki come te viene nel quartiere da fuori e nn lo rispetta, prima di permetterti di giudicarlo lo devi vivere… san salvario è il miglior quartiere di torino da sempre……tu magari vivrai in uno di quelli da vip del cazzo tipo santa rita…..

    • 2emebureau says:

      A parte che il costo delle case a San Salvario è da vip, quindi magari informati sul mercato immobiliare. Dove vivo io è irrilevante e peraltro non ti darebbe soddisfazione. Per il resto, non tutti i gusti sono alla menta e aggiungo: fortunatamente. Enjoy your neighbourhood. Io non rovino il tuo quartiere, sono una educatissima snob, non ti preoccupare, ma grazie per l’interessamento.
      Aggiungo che frasi tipo “San Salvario è il miglior quartiere di Torino da sempre…” (la maiuscola di Torino te l’ho aggiunta io, perdona l’interferenza ma mi infastidiva la sua mancanza) non vogliono dire nulla. Sarebbe costruttivo, se uno vuole fare una discussione, farla su concetti un tantino più concreti. Se uno vuole insultare gente a caso invece, ho sbagliato io a perdere tempo a rispondere.

  6. geppo says:

    Grazie x la T potevi anche correggere gli errori ortografici. Le case costano sicuramente meno ke in altre zone, l evoluzione del mercato immobiliare è dato soprattutto da questo suo cambiamento è questo nn rende il quartiere snob, ma nn è questo il discorso, S.S nn è mai stato un quartiere da vip visto ke la maggior parte di ki ci vive è di modesto livello economico….tu offendi il posto dove io sono nato vissuto è dove ho lottato con spacciatori e tossici x un parcheggio e con tutta franchezza lo preferisco cosi, cosi dove mia figlia puo crescere e dove io non ho la paura ke la scippino…..Ti ripeto prima di parlare male di un quartiere dove vai solo x poco tempo dovresti viverlo, ma a questo punto sono io che credo di perdere tempo con te a cercare di farti capire quanto sia unico il mio quartiere…..

    • 2emebureau says:

      Non parlo male di un quartiere in quanto tale ma di un modo di vivere in cui non mi rispecchio. Che non ha nulla a che vedere con chi abita nel quartiere. Non c’è nulla che vada contro gli abitanti del quartiere nel mio post. C’è invece molta maleducazione e aggressività nel tuo commento. Mi spiace se ti disturba che io non mi riconosca in un gruppo di gente che ha come concetto di divertimento l’ubriacarsi e il devastare uno spazio urbano. E credo sia sotto gli occhi di tutti come il fatto che sia diventato un quartiere “trendy” ha portato ad aprire attività clone una dell’altra che spesso hanno prezzi molto distanti dalla qualità del servizio e delle materie prime utilizzate. Se c’è gente che si fa prendere in giro solo per stare nel posto alla moda fanno bene a prenderli in giro.
      Per il resto sono contenta che tu sia tranquillo per tua figlia che non rischia lo scippo. Credo però che tra spacciatori ed eccesso di “movida” ci sarebbe una sana via di mezzo per riqualificare un quartiere, che l’Italia non sa prendere in considerazione.

  7. geppo says:

    “Così la gente smette di lamentarsi degli spacciatori e inizia a lamentarsi degli schiamazzi notturni. Anche il fatto che la gente si lamenta, a prescindere, è noto. “sono le tue prime parole, come ben vedi parli della gente che ci vive, ecco xche mi son sentito chiamato in causa, se le tue critiche fossero state solo verso i locali e tutto quello ke ci sta dietro mi vedevi pienamente d’accordo, ma non ti sei limitata a quello, cmq nln la, porto, piu avanti questa discussione quando vorrai vieni ke te lo presento io il quartiere e vedrai ke cambi idea, saluti……

    • 2emebureau says:

      Mi spiace che non passi l’ironia. La gente che si lamenta è l’italiano in generale, non gli abitanti di San Salvario in particolare. Che le persone si lamentino degli schiamazzi è anche oggetto di cronaca, se non sbaglio. non facciamola più grossa di quello che è. Buona giornata.

  8. Eleonora says:

    Io vivo a San Salvario da anni e la adoro. O la adoravo…la adoro ancora un po’, con nostalgia. Quel che dici è vero: c’è puzza di piscio, e non se la portano da casa i maleducati che vengono la sera a bere come viene suggerito in un commento. C’è un fottio di gente chiassosa assiepata ovunque, che se vuoi uscire a farti un giro ti viene l’ansia (ok, forse son misantropa io, mea culpa, ma cambio strada per non dovermi fare largo a gomitate tra cocktail e pashmine). C’è esattamente tutta la delinquenza che c’era prima, risse tra pusher comprese (anzi, se mi è concesso…a me sembra che sia peggiorata) e ci sono un sacco di locali “alla moda” che snaturano l’aspetto del quartiere.

    • 2emebureau says:

      Ciao Eleonora, grazie per il tuo commento, e grazie soprattutto perchè hai capito lo spirito con cui è scritto questo post. Anch’io ritengo che San Salvario sia un quartiere molto bello dal punto di vista architettonico, anche se le persone leggono di corsa e non capiscono quello che uno scrive 🙂 La mia polemica era proprio relativa a un certo tipo di vita notturna, non al quartiere di per se stesso. Buona giornata.

  9. Paesellorules says:

    ma diciamo che i tuoi illuminanti pareri su cosa piace a te e cosa non piace a te non meritano tutto l’interesse che hai suscitato, poi è facilissimo sputare sugli altri, e trasformare internet in un accozzaglia di opinioni frustrate e spinte dal risentimento (vedi quell’incommensurabile puttanata di trip advisor), sono contento che tu abbia finalmente uno spazio in cui esprimere le tue analisi (fra i tuoi interessi ci sono una sola band musicale e l’abbigliamento…..a scusa dimenticavo l’amicizia) con una pseudo prosa giovanile. Parlare per parlare male a parer mio è indice di frustrazione. Eccoti un paio di domande comunque:

    1 – se non ti piace san salvario non ci andare, consigliaci piuttosto tu “grande blogger” quali posti frequentare (pisciare in testa a chi investe e spende i suoi soldi in attività generalizzando e non proponendo nulla di alternativo mi sembra un po’ facile) se devi fare una critica non dovrebbe essere costruttiva e non generalizzata?
    2 – il puzzo di piscio permea l’intera città, ma sinceramente non so dove vivi e non mi interessa
    3 – ti ricordi che hanno chiuso i murazzi?
    4 – seguendo i tuoi consigli dovremmo stare tutti a casa perchè “a te” non piace l’unico posto, ancora per poco, dove ci sono dei club?
    5 – c’è il parcheggio sotterraneo e cmq gli interessi degli automobilisti e dei loro parcheggi non mi sembrano così importanti dato che siamo il paese più imbarazzante al mondo per quanto riguarda l’utilizzo della lamiera a quattro ruote; nel caso, le lamentele dovrebbero essere da parte di chi abita e non riesce a parcheggiare tornato da lavoro e non da parte di una blogger che non riesce a parcheggiare per andare a bere (esistono i supermercati e il frigo: puoi bere anche a casa).
    6 – ma le forze dell’ordine che latitano a meno che non ci siano migliaia di turisti canadesi ed australiani a spendere soldi e arrivano dopo un’ora che li chiami per una rissa? forze dell’ordine che ormai muoiono di fame come la scuola pubblica (ma a te cosa frega sei appassionata di vestiti) secondo me se si analizza un problema lo si dovrebbe approfondire un minimo in tutti i suoi aspetti.
    7 – l’elaboratezza della tua analisi si può ridurre a: “i locali non mi piacciono, non riesco a parcheggiare la 500 e dopo l’una nessuno mi piglia e sono costretta a stare in giro a lamentarmi”

    il più coglione sono io che ho pure perso tempo a risponderti!!!

    • 2emebureau says:

      Ciao Paesellorules,

      mi spiace che si presupponga che io mi ritenga una “grande blogger”, se fosse così ci camperei di blog e non sarebbe male. Mi spiace anche che un singolo post, scritto con un’ironia che evidentemente non passa, e questo è evidentemente un limite della mia scrittura, venga preso come un giudizio universale. è la mia opinione e basta (citando il Grande Lebowski) e non pretendo che questa sia l’opinione di tutti, mai fatto.

      Veniamo ai tuoi punti:
      1. infatti evito di andarci la sera. Non è che non mi piaccia il quartiere in sè, che peraltro ospita qualcosa di estremamente buono come l’Asai, dove ho fatto la volontaria per anni, bensì quello che è diventato negli ultimi anni. E con quello che è diventato negli ultimi anni intendo l’espressione di quel modo tutto italiano e pressapochista di gestire le cose. Ci lamentiamo di non avere lavoro, delle cose che non funzionano, dei soldi mal investiti e poi andiamo in posti che non rilasciano lo scontrino o che si definiscono circoli di un qualche tipo e non lo sono, perchè alla fine l’italiano è così, e onestamente ho perso la speranza che cambi. Non ho fatto nessun nome di locale in particolare per non fare pubblicità negativa o positiva a nessuno. Come in ogni luogo a San Salvario ci sono attività degne di stima e rispetto e altre no. Sicuramente nel quartiere c’è da qualche tempo una concentrazione di attività clone, mi sembra sia sotto gli occhi di tutti. E la cosa che mi infastidisce è che si diano nomi di posti pseudoproletari quando sono pieni di fighetti e hipster che vanno poi a farsi la vacanza sul Mar Rosso fregandosene di quello che accade a pochi km da loro.

      2. Può darsi.
      3. Sì.
      4. Dico di stare a casa? Non mi sembra. Ci sono molti posti dove andare, dai parchi alla zona Vanchiglia, al Quadrilatero che adesso è praticamente vuoto ed è un peccato per chi ci ha investito con attività di qualità, a luoghi dove fanno concerti interessanti, cosa che succede ad esempio alle cascine Roccafranca o all’Hiroshima, se desideri nomi specifici.
      5. il parcheggio a San Salvario è un delirio, di giorno e di notte. Non è che si parcheggi solo per andare a bere la sera. Uno può anche dover parcheggiare quando rientra da lavoro o quando deve aiutare un amico a traslocare e usare la bici non viene esattamente comodo. Credo che vista la situazione potrebbero anche valutare di abbassare i prezzi del parcheggio sotterraneo, tu che cosa ne pensi?
      6. a me la moda piace molto ma fortunatamente ho anche altri interessi. Non capisco come tu possa esprimere un giudizio sulla mia persona e sui miei interessi da un paio di post. Peraltro a proposito di scuola pubblica ringraziamo Berlinguer prima e Gelmini dopo per aver eliminato le materie artistiche, così chi poteva imparare un mestiere utile tipo la lavorazione del legno o il restauro ora non lo può più fare. A me insegnare sarebbe piaciuto molto ma purtroppo è un’utopia, per questo lo faccio come volontariato, quindi ho lavorato come una schiava per gente che anzichè pagare onestamente i lavoratori investiva soldi nell’acquisto di locali come attività parallele gestiti veramente in modalità filibustieri.
      7. La mia non era un’analisi autorevole o completa ma una semplicissima raccolta di impressioni riguardo a quello che è diventato San Salvario la sera.

      Questo è un blog con argomenti molto variegati e senza nessuna pretesa. Come io sono libera di non andare a San Salvario tu sei liberissimo di non leggerlo. Per quanto riguarda la frustrazione dietro la critica ritengo anche che avere un minimo di senso critico sia importante soprattutto oggi, quando ci si ritiene esperti di tutto per aver letto due righe da fonti che nemmeno si analizzano, come spiego in un altro post che probabilmente non avrai letto ma puoi vivere benissimo senza. Il mio senso critico quindi, senza che sia frustrazione, me lo tengo ben stretto.

      Ti ringrazio per le tue argomentazioni molto ben organizzate, meno per le frecciate personali totalmente fuori luogo.

      Un saluto.

  10. Emiliano says:

    Buon giorno 2emebureau,
    credo che iniziare e finire con: S.S è un posto di merda,
    inevitabilmente crei dei commenti non sempre con tono amichevole, poi se questo è il tuo obbiettivo è un’altra cosa.
    Ma non mi sembra un’atteggiamento utile.
    Credo che non sia il caso di dilungarmi su locali e gente che ci vive e bla bla bla, hai detto anche delle cose vere, ma la tua analisi della situazione è sterile, si ferma a ciò che vedi e vivi, di una zona nella quale non risiedi.
    In oltre visto che sei giovane, dato le feste di laurea alle quali ti invitano (se ho letto bene), dovresti renderti conto che la manovra atta a S.S è ben distante da quello che percepisci.
    Le case e gli affitti non sono aumentati, fidati.
    La qualità di vita per certi versi è peggiorata.
    Ma forse non sai com’era qual quartiere quando avevo 16 anni, ora 32, fidati non avresti girato così tranquillamente con il bicchiere in mano, il portafoglio in borsa.
    La malavita c’è e ci sarà, non dipende dai locali, da Torino, dal Piemonte…ma anche qui la situazione è un po’ più complessa.
    Al comune non gliene fotte un cazzo che ci vive dorma tranquillamente, che si alzi alle tre per fare il panettiere, o alle otto perché è un dottore, come il mio ex ex vicino di casa…che a tutt’ora risiede in via S’Anselmo 13.
    Il comune deve ammortizzare l’indotto di soldi eliminato con la chiusura dei Murazzi, e crearne altro.
    Dato che dietro ad un locale non c’è “””””solo”””” il barista, cameriere, cuoco o dj…ma ci sono fornitori che vendono con l’iva al 21%, elettricisti, idraulici, e tutti quei posti che a fine serata, poi ti danno da mangiare ecc ecc….
    Se avessero voluto fare le cose bene, avrebbero fatto un piano regolatore per le licenze, in modo da non stressare il quartiere.
    E anche qui ce n’è sarebbe da scrivere.
    In modo da renderlo più vivibile e meno omologato, come da te definito.
    Ma cara ragazza, ti do del tu, se vuoi del Lei devi tornare al quadrilatero…prima di screditare una realtà come hai fatto, chiediti se tu fossi in grado di fare di meglio.
    E correggimi pure eventuali errori, che sicuramente ci saranno, ma la prossima volta sforzati di essere più matura nell’analisi.

    Emiliano

    • 2emebureau says:

      Grazie Emiliano per il tuo commento, sei sicuramente più competente di me in materia. Io mi sono limitata a un’osservazione del tutto personale di una serata tipo a San Salvario e non voleva essere nulla di più autorevole di ciò. Concordo assolutamente con te sul fatto che i problemi sono molti e complessi.
      Un saluto.

  11. mattia says:

    mi compiaccio che il bibe sia frequentato, di solito, da clientela “affezionata” grazie alla quale il clima continua ad essere famigliare, multietnico (quasi da non considerare questa quale caratteristica), tipico del borgo. pensare perfino che il biberon sia un locale storico, e stiamo scrivendo di un’esercizio che offre i suoi servizi da soli 8 anni e mezzo, è una distorsione dovuta dal fulmineo ed esponenziale accrescere del numero di locande, clubs e cocktail bars. penso che qualsiasi tipologia di persona, sia essa vecchia, giovane, politicamente o eticamente impegnata, totalmente disinteressata, corrotta, sporca, sportiva, linda, ricca, drogata (etc…”possiamo essere qualsiasi cosa”) abbia il diritto di scegliere dove andare a spendere il tempo e in quale modo farlo, nessuno obbliga nessuno…non credo che alcun gestore si permetta di vincolare a bere, l’individuo va dove desidera e ricerca ciò che desidera, nella giovialità di un luogo, piuttosto che nelle peculiarità di un altro. ciò caratterizza, ahimè, il profilo sociale cittadino. il parcheggio in piazza Madama è accessibile, di certo non ha i prezzi del sotterraneo Vittorio, non ho mai incontrato parcheggiatori abusivi e trovo un posto in massimo 30 minuti, ma son scaltro. il mio giudizio, forse per tutto quanto ho riportato è, mi scuso per la ridondanza letterale, parzialmente di parte. detto ciò, in generale mi, trovo concorde con l’autrice dell’articolo. per giunta “straficcante”!. Mattia

    • 2emebureau says:

      Ciao Mattia, grazie per il tuo commento, mi fa piacere che tu abbia capito il senso del post. A voi sono molto affezionata. Vi conobbi poco dopo essere arrivata a Torino, grazie a Fabio Cantore, che sappiamo non essere più con noi e ho sempre apprezzato il vostro modo di condurre il locale. Proverò il parcheggio sotterraneo allora 😉 Buona giornata.

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