Mamma li turchi!

Recentemente è venuto ai miei occhi il seguente articolo: http://www.mattinonline.ch/austria-cambiamo-i-libri-di-storia-per-rispetto-verso-gli-islamici/.

In buona sostanza si dice che si valuta se omettere nei libri di storia austriaci l’assedio di Vienna da parte dei turchi e la relativa resistenza culminata con la vittoria, per non offendere gli studenti musulmani (l’autore che definisce i musulmani con il termine “islamici” mi fa inarcare parecchio il sopracciglio destro).

Sembra che ci siano altri esempi di simili iniziative, ad esempio nelle scuole del Regno Unito non si parlerebbe più di Olocausto sempre per non offendere i musulmani.

Tutti a dar contro a questi immigrati con un asciugamano sulla testa che occupano le nostre civilizzate nazioni europee e con prepotenza pretendono che i loro usi e costumi divengano i nostri, quando se noi andiamo nei loro paesi pretendono che ci adeguiamo ai loro. Davvero prepotenti, e poi non rispettano le donne e non fanno la differenziata e friggono in continuazione appestando l’aria condominiale.

Sì. …

A me queste notizie sembravano tendenziose così ho fatto una brevissima ricerca, ma veramente brevissima. Mettete “Omit Holocaust in UK” in google e troverete parecchio. Articoli in cui si parla di studi su come viene affrontata la storia nelle scuole britanniche, come questo: http://www.telegraph.co.uk/news/uknews/1547369/No-lessons-on-the-Holocaust.html, in cui si parla di più questioni “spinose” a livello storico se affrontate con una classe multiculturale e multireligiosa. O ancora siti in cui si spiega chiaramente che decidere di non parlare dell’Olocausto è stata una scelta di una singola scuola, scelta che è velocemente diventata: tutte le scuole britanniche non parlano più di Olocausto per non offendere i musulmani. http://www.snopes.com/politics/religion/holocaust.asp

Ah ok, quindi non è che cambiamo i libri di storia per far piacere all’imam di zona. Ci si chiede invece se sia meglio omettere alcuni fatti storici per non creare disagio/attriti/controversie tra gli alunni. Ovvero prendiamo la scorciatoia, eliminiamo qualcosa di potenzialmente problematico anzichè ingegnarci su come affrontarlo in maniera costruttiva. Ottimo.

Quello che a me disturba è che articoli come il primo citato sembrano scritti per un unico scopo: fomentare l’odio interreligioso. Sono stralci decontestualizzati e da cui viene estrapolato solo quanto necessario allo scopo.

Ritengo che la storia, non possa essere una materia dai contenuti opinabili. Le battaglie, le guerre, i genocidi sono fatti accaduti e documentati. Non si può decidere di non parlare di una cosa solo perchè qualcuno potrebbe offendersi. Un simile ragionamento porterebbe probabilmente a non insegnarla più storia. Un giorno si offendono i musulmani, un altro gli ebrei, un altro i neri, un altro i bianchi e via dicendo. Il mondo come lo conosciamo oggi non è frutto di gente che si è scambiata la grolla dell’amicizia. Nè di mega feste sulla spiaggia a base di hula e mai tai.

Penso che prendersi cura degli studenti sia fare il possibile per dare loro una buona istruzione, il che significa che questa sia il più completa e il più neutrale possibile. Ci troviamo di fronte a classi multietniche, perchè non usare questa circostanza come una risorsa per prendere in considerazione punti di vista diversi su uno stesso fatto storico e fare così in modo di instillare negli alunni un sano spirito critico che li porti in futuro a distinguere i fatti dalle opinioni? Specialmente in un mondo che con l’avvento di internet permette a chiunque di accedere a qualunque informazione. E questo se non si ha spirito critico è molto pericoloso. Perchè il rischio di scambiare le opinioni del singolo con la realtà è altissimo. Come emerge chiaramente dalle fonti sopraccitate.

Troppe persone leggono una cosa e pensano che l’informazione appena letta sia attendibile, non valutano le fonti, le discriminanti, i contesti. Basta non dovercisi soffermare troppo per poter passare in fretta al  pregiudizio seguente, per diventare presto tuttologi, che sanno tutto ma non hanno capito nulla.

E la presunta conflittualità tra fede e scienza lasciamola ai singoli. Cristianesimo e scienza si fanno battaglia da secoli, perchè non dovrebbe essere lo stesso per scienza e Islam, scienza ed Ebraismo e via dicendo? Perchè dobbiamo sempre essere noi europei bianchi che decidiamo come gli altri devono affrontare le loro questioni politiche e religiose?

Io sono una che ne ha le scatole piene di tutto ciò. E il motivo per cui ne ho le scatole piene è che questi articoletti del piffero scatenano discussioni intrise di desideri prevaricatori e odio mentre allontanano dalle reali questioni importanti e drammatiche che ci troviamo ad affrontare. Prendiamocela con i musulmani anzichè preoccuparci del fatto che siamo senza lavoro e talmente mollaccioni che per scendere in piazza a protestare sulle ennesime porcate del governo ci devono proporre la manifestazione con aperitivo incluso.

Prendiamocela con gli arabi anzichè riconoscere che sono di discendenza italiana doc quelli che costringono anziani che hanno lavorato una vita a rovistare nei cassonetti dell’immondizia.

E’ semplicemente la teoria del divertissement di Pascal, spostiamo l’attenzione verso altro anzichè concentrarci su ciò che conta davvero.

Affrettiamoci a dire all’estero che noi non abbiamo votato Berlusconi, non siamo mafiosi e non mangiamo la pizza ogni giorno, però poi degli altri, questi famosi “altri” in quanto diversi da noi, facciamo pure di tutta l’erba un fascio e non occupiamoci di conoscerli.

Siamo così occupati a dimostrare di aver ragione che non facciamo nemmeno caso all’argomento di cui stiamo parlando. Che poi mi sono sempre chiesta uno che cosa se ne fa della ragione se ha la testa vuota.

Io non difendo nessuno, non sono pro musulmani, nè pro cristiani, nè pro qualunque altra cosa. Sono pro persone intelligenti capaci di pensare autonomamente. Mi interessa molto ascoltare chi ha un’opinione diversa dalla mia per imparare qualcosa di nuovo. Poi magari si discute e ognuno rimane della sua idea originaria ma almeno si è consapevoli che di idee ne esistono tante.

E’ facile prendersela con gli immigrati. Fare la guerra tra poveri. Cinquant’anni fa gli immigrati eravamo noi, con la valigia di cartone e il basilico coltivato nel bidet. Oggi gli immigrati siamo di nuovo noi, eredi di un paese aberrante nella sua gestione. Ma non ce ne siamo ancora accorti.

Perchè la storia anche se la studi per quella che è tendi a dimenticarla. Eppure tutto quest’odio verso chi ha una diversa cultura, religione o provenienza, che scaturisce in momenti di grave crisi economica a me ricorda qualcosa…

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