Cuori infranti.

Questo post sarà patetico. Ma la giornata non mi ha aiutato. Troppi rimandi a cuori spezzati. A volte il mondo ti fa eco dentro e sono tutti cavoli tuoi. 

Questa mattina ho avuto un pensiero malsano: “Non ho ancora cancellato i suoi messaggi. Erano messaggi inutili, posso cancellarli. Oppure… oppure potrei scrivergli che non ho ancora cancellato i suoi messaggi.” 

Fortunatamente sono rinsavita subito. E’ stato quasi automatico pensare che la mia fosse una tendenza melodrammatica nostalgica e quindi fasulla. Solo adesso mi rendo conto che non sono arrivata alla soluzione giusta facendomi la domanda fondamentale. E la domanda è: di che cosa stiamo parlando?

Adesso me la sono fatta. Me la sono fatta quando ho letto la seguente statistica: “Il 91% delle donne annullerebbe il primo appuntamento pur di non uscire senza trucco”. Ok io, rientro nel 9%. Quel giorno avevo talmente voglia di vederlo che me ne sono fregata. E mi sono fatta tenerezza da sola. (avevo premesso che sarebbe stato un post patetico). Poi ho risposto alla domanda di cui sopra: stiamo parlando di uno che ti ha lasciata andare con un sms. Fortunatamente l’inconscio aveva risposto già stamattina. Ora inconscio e conscio si sono parlati. Bravi loro. 

Troppi cuori spezzati. Sento troppa gente che sta male per amore. Io sono una persona concreta. Penso che sia legittimo star male, ma male male, se sei disoccupato, se vivi un lutto o se hai a che fare con un grave problema di salute, tuo o di chi ti sta accanto. Mi rendo conto che tutto sia relativo e che la mia opinione sia la mia e basta però ho avuto anch’io il cuore spezzato. Molte volte. E adesso se li guardo indietro quei pezzi lasciati in giro, quell’esaurire il prossimo con le mie paranoie sentimentali (amici sì, vi chiedo ancora scusa per il tedio), quell’esaurire me stessa… beh, vedo che non ne valeva semplicemente la pena. Che non erano cose davvero importanti, che ciò di cui si stava parlando erano persone mediocri idealizzate. E stop. Erano relazioni disfunzionali.

Per me le cose sono semplici adesso. Se si sta bene insieme si sta insieme, se no no. Se si è destinati a stare insieme si sta insieme, altrimenti no. Se uno ti lascia non è la persona giusta. Se le cose sono troppo difficili da far funzionare non è la persona giusta. Se la maggior parte del tempo in cui parli del tuo partner lo fai per lamentartene non è la persona giusta. Punto. Spiace, ok, uno ci ha anche investito del tempo e delle energie, ma non ci si rovina la salute per questo.

La corsa, la rincorsa, lo sgomitare, l’elemosinare sono quanto più lontano possa esistere dall’amore per quanto mi riguarda. Chi ama il dramma non può farne a meno ma la sottoscritta ha smesso di amare il dramma. Il dramma è un diversivo che impedisce di guardarsi dentro, di capire chi si è e ciò che si desidera. E non può che allontanare la felicità e la serenità. 

Non c’è crescita nel dramma. 

Insomma, io sono la persona meno adatta a consolare un cuore infranto. 

 

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