Follie d’amore.

Premetto che a me Grossman piace molto, mentre gente come Baricco, Coelho e Yoshimoto sono secondo me autori dei libri da cesso. Ovvero quei libri che leggi mentre sei in bagno appunto e che una volta finiti non ti lasciano nulla oltre a una copertina in più da spolverare. Ad ogni modo, i malvagi social network, mi hanno riproposto il seguente stralcio tratto dal romanzo di Grossman Qualcuno con cui correre:

“Ma perché non funziona tutto come nei film? Perché gli estranei in metropolitana, invece che limitarsi a guardarti, non attaccano bottone dicendoti che hai un sorriso bellissimo? Perché dopo trent’anni, in un café del centro, non rincontri mai la persona per cui hai lottato? Perché le madri fanno fatica a capire i propri figli e i padri ad accettarli? Perché la frase giusta arriva sempre durante i l momento sbagliato? Perché non ti capita mai di correre sotto la pioggia, di arrivare davanti al portone di qualcuno, farlo scendere, scusarti e iniziare a parlare a vanvera per poi trovarti labbra a labbra e sentirti dire: ‘non importa, l’importante è che sei qui’? Perché non vieni mai svegliato durante la notte da una voce al telefono che ti dice: ‘non ti ho mai dimenticato’? Se fossimo più coraggiosi, più irrazionali, più combattivi, più estrosi, più sicuri e se fossimo meno orgogliosi, meno vergognosi, meno fragili, sono sicura che non dovremmo pagare nessun biglietto del cinema per vedere persone che fanno e dicono ciò che non abbiamo il coraggio di esternare, per vedere persone che amano come noi non riusciamo, per vedere persone che ci rappresentano, per vedere persone che, fingendo, riescono ad essere più sincere di noi.”

(David Grossman – Qualcuno con cui correre)

Sì è poi innescata una discussione sul: se tu facessi una cosa del genere ti darebbero dello stalker, del maniaco, ecc. ecc.

Dunque… qui ci sarebbe da scrivere per degli anni… 

Premetto che appartenevo a quella categoria per cui: “ma come, una ragazza come te senza fidanzato?” Non ci appartengo più perchè ormai anche le vecchie zie rincoglionite hanno capito che intorno a noi c’è una fauna che lascia davvero poca speranza. 

Oggi i ragazzi (dovremmo chiamarli uomini ma solo in Italia li si chiama ancora ragazzi, anche intorno ai trenta, e ultimamente non vedo perchè non bambini proprio e fine della diatriba) non si prendono nemmeno la responsabilità di chiederti di uscire, figuriamoci di venirti sotto casa, in un giorno di pioggia (di quelli ne abbiamo parecchi), senza ombrello. 

Quindi, in parte, quanto sopra non accade perchè richiede un’assunzione di responsabilità e una certezza di sentimento molto fuori dal comune. 

Poi magari accade ma accade per le ragioni sbagliate, quindi il lieto fine, se almeno uno dei due è sano di mente, non c’è. 

A me venne a citofonare il mio ex. No, non pioveva. Disse che mi amava e non voleva perdermi. A parte il fatto che io ero terrorizzata da lui in generale ormai, quindi non serviva venisse sotto casa per spaventarmi, tuttavia, era tardi. Troppo tardi. Dopo due anni in cui uno ti tratta oggettivamente di merda, potrebbe anche affittare un elicottero e far lanciare venti chili di petali di rose su casa tua ma la sostanza non cambierebbe. è il gesto disperato di un narcisista che non sa stare solo e tu non sei scema e sai benissimo che tu o un’altra sarebbe lo stesso. Per cui no, niente lieto fine. 

Un’altra eventualità è che un gesto simile lo si compia in uno slancio di estetismo. Per cui, proprio per vivere una scena da film, fai qualcosa di simile. Badi più alla forma che non al contenuto. Esistono persone così. Io ero una persona così. Sono riuscita a dire ti amo perchè c’era la luna e la città illuminata sullo sfondo e la brezza estiva. insomma, perchè ci stava bene. E ciò senza avere la più pallida idea di che cosa fosse l’amore. Ero superficiale, o forse solo inesperta. Adesso fortunatamente sono un po’ diversa. Dico fortunatamente perchè poi ti guardi indietro e pensi: ma io con quella persona che cosa c’entravo? di che cosa parlavamo? E ti rendi conto di non avere una risposta. E invece in futuro mi piacerebbe guardarmi indietro e averle delle risposte. 

Per questo forse crescendo ti sembra che sia più importante un uomo che si ricordi che devi far controllare l’auto che non uno che ti viene a suonare alle 3 del mattino. Insomma, come dico spesso: parliamo di cose concrete. 

Poi sì, sono una inguaribile romantica anche se tutto quello che ho attorno mi dovrebbe portare al cinismo più bieco. E credo che l’amore abbia bisogno delle pazzie di cui sopra. A patto che vengano fatte spinti dai sentimenti giusti e al momento giusto. L’amore ha bisogno della sorpresa. Per quanto mi riguarda, credo che valga molto di più un mazzo di fiori in un giorno qualunque che un gesto eclatante a giochi ormai finiti. Poi ben venga anche il gesto eclatante ma si procede per gradi. Non ho nemmeno il mazzo di fiori, non pretendo subito i fuochi d’artificio personalizzati. 

Il fatto è che i film durano un paio d’ore. E non vedi che cosa succede dopo. Se si lanciano dietro i piatti a due anni di distanza o se si scambiano un libro con un sorriso. 

Quello che vorrei io sono le sorprese, e i gesti eclatanti, e le risate, tante. E se uno mi venisse a suonare a casa dicendomi che è stato un coglione e che non mi ha mai dimenticato, a meno che non fosse il mio ex di cui sopra, no, non ne penserei male. 

Del fatto che non capiti me ne sto facendo lentamente una ragione. 

E come sempre, grazie Grossman. 

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3 Responses to Follie d’amore.

  1. labjazz says:

    È incredibile, seppur da prospettive diverse scriviamo le stesse cose. O siamo entrambi straordinariamente normali o persone strane. Brrrrrr! 🙂

  2. Mousymouse says:

    Su Banana mi sei caduta 🙂 però mi sono iscritta lo stesso al tuo blog.
    Un Cesare Pavese, che tu citi spesso, mi fa fare pace con il mondo

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