Blurred lines

Premetto che questo è un post scritto di corsa.

Ieri, per la solita legge della burocrazia ledilebensraum italiana, vengo contattata dal mio ex datore di lavoro perchè: le dimissioni così non sono valide, devi farle validare dal centro per l’impiego.

Certo, devo andare in un luogo che manco i gironi danteschi, a fare una coda che manco alla asl per recedere da un contratto di prova che non hanno avuto nemmeno il buon gusto di farmi leggere. Ah sì, è tutto normale, siamo in Italia. Sempre per la serie: poi uno ti chiede perchè te ne vuoi andare (a breve un post più approfondito su questo argomento, sempre che non mi chiuda in silenzio stampa).

Ora, a Torino ci sono apparentemente due centri per l’impiego. Così, contro la mia volontà stamattina mi infilo un paio di jeans, un paio di occhiali da sole a nascondere l’espressione magno scazzo e morite tutti con dolore e ripristiniamo le torture medievali, infilo la lettera di dimissioni nel glamour comprato a Londra e vado. Parcheggio. Cammino, cammino, cammino… del centro per l’impiego, secondo le direttive google maps, nemmeno l’ombra. Potrei andare a quello dall’altra parte della città ma… lo farò lunedì. Alla fine se loro si sono preoccupati della questione a quattro giorni dalle mie dimissioni non vedo perchè io debba mandare a quel paese i miei programmi odierni per risolvere i loro problemi in meno di 24ore.

Quindi non ho trovato il centro per l’impiego, in compenso ho trovato il mercato dei contadini così ho comprato una quantità di verdura tale che ne avrò da cucinare tutto il weekend. Perchè diciamocelo, uscire è sopravvalutato. Il sabato sera poi!

Tornando ho beccato per radio quella deliziosa e superficiale canzoncina che è Blurred Lines di Thicke con T.I. e Pharrell il cui video non può non farmi domandare se mi farei maggiormente i protagonisti maschili o femminili. E questa credo sia la riflessione più profonda a cui ho voglia di dedicarmi oggi.

http://www.youtube.com/watch?v=yyDUC1LUXSU

 

 

Advertisements
This entry was posted in Emigrazione, Italiailbelpaese, Lavoro, Riflessioni sparse. Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s