Berlusconiani dichiarati

Dunque stamattina in auto, con persone non meglio specificate, sentiamo passare per radio la notizia di aggiornamento sui processi di Berlusconi, che ha dichiarato una cosa tipo: “nessuna  prostituzione minorile, erano cene conviviali”. La sottoscritta ha istintivamente (maledetta me e la mia istintività) emesso un suono tipo risata soffocata. Il conducente: “perchè ridi?”. Rido perchè penso a un mio amico che ieri sera ha seguito la trasmissione su Berlusconi con pop corn e birra. La replica: “begli amici che hai!”. di lì è partito un pippone infinito. 

Ora, due specificazioni:

1. maledico la mia istintività non perchè mi vergogni delle mie opinioni quanto perchè sono ormai giunta alla consapevolezza che, purtroppo, con alcune persone è impossibile discutere e confrontare le proprie opinioni. Sono le stesse persone a cui non importa una sega di che cosa pensi tu. Tutte le loro discussioni convergono verso un unico obiettivo: dimostrare di avere ragione. Quando i dialoghi hanno, anche se solo da una parte, una natura così marcatamente egoica, cerco di evitarli. E’ inutile. A me interessa l’opinione altrui, specialmente se in disaccordo con la mia, ma le gare su chi HA RAGIONE le lascio ai poveri di spirito. 

2. Non sono una moralista. Per me, se non si parla di stupro o abuso di minori uno può un po’ trombare con chi, come e quando gli pare. Questo però non deve influenzare decisioni prese in ambito lavorativo, non solo a livello politico, ma in qualunque ambito lavorativo. E per quanto mi riguarda di Berlusconi si è già parlato anche troppo. I problemi sono altri. 

Il problema principale è che dal mio aborto di riso è nata appunto una filippica che di lunedì mattina mi sarei volentieri evitata. Da Berlusconi e dall'”io stimo Berlusconi” hanno avuto inizio tutta una serie di deliri che andavano da: “i poveri non devono studiare, chi critica Berlusconi è perchè non ha ancora veramente fame, dovrebbe mandarli via quelli che non hanno votato per lui” fino a un ragionamento davvero astruso per me. Ovvero: “hai fatto caso ai mendicanti ai semafori? Sono tutti vestiti nello stesso modo, hanno lo stesso cappotto, lo comprano negli stessi posti, facci caso, è un mood, e ogni quattro/cinque anni cambia, è un mood”.

Cari lettori io volevo morire. Che dire? è un mood. 

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