Yoga reale e funambolismo esistenziale.

E nulla, oggi perderò yoga. Me ne sono fatta una ragione. Del resto, sono a piedi in una zona industriale, vincolata a una serie di scadenze lavorative. Non posso prendere e andarmene verso il benessere. E’ quello che si definisce l’imprevisto. Ovvero come la vita, potenzialmente, si complichi da sola, senza che andiamo a incasinarcela noi. Poi uno può decidere di non rendere un imprevisto una complicazione. Ok, perderò yoga. Vorrà dire che, non importa a che ora arrivi, andrò a correre, perchè ho bisogno del sacro movimento che mi scarichi dalle tensioni di questa giornata. E poi doccia di quelle epocali. A lavar via tutti i piccoli e stupidi problemi che troppo spesso ingigantiamo. 

Che invenzione la doccia ragazzi, che invenzione!

Ecco, per me perdere yoga oggi è il modo di sperimentare l’opportunità di affrontare la vita con leggerezza e flessibilità, mantenendo l’equilibrio interiore, anzichè lasciarsi travolgere e sconvolgere l’anima da qualunque cazzata. Perchè in fin dei conti la maggior parte delle cose sono veramente solo cazzate. Invece vedo questa gente intorno a me che si prende maledettamente sul serio e si carica di pesi invisibili ma soprattutto inutili. 

Non è semplice capire che la vita può essere presa con leggerezza. Fare proprio questo concetto e poi applicarlo è ancora un progresso ulteriore. Però quando ci riesci provi un immenso sollievo. 

A me non piacciono le complicazioni. Una volta ci sguazzavo, ora non più, mi annoiano a morte e ritengo che avvelenino seriamente la qualità della vita. Non sono più una di quelle persone che prova soddisfazione nel complicarsi l’esistenza, che è bravissima a complicarsi già da sè. (Vedi lezione di yoga sopra e quanto sotto).

Emblematico il messaggio di oggi dell’amico Y: “Fatti sentire ogni tanto… ti cerco sempre io”. Sì, ma tu te lo chiedi perchè mi cerchi sempre tu? Non sarà che a me non interessi un granchè? Per esempio, che dici?

A volte vengo definita maschile, sebbene mi piacciano i tacchi, la seta e le perle. Maschile nell’atteggiamento. Perchè effettivamente cerco di evitare le seghe mentali inutili. E i giochini non riesco proprio a farli. Sì, quelli tipo: “gli dico questo così poi fa così, rispondo l’altro così poi fa cosà”… Mi manca totalmente quell’arte manipolatrice che appartiene a molte donne. A volte un po’ me ne rammarico. 

Ma fortunatamente mi manca anche quella complicazione inutile del dire “sì” quando intendo “no” e viceversa, del non chiamare quando desidero farlo per generare nell’altro l’ancestrale sensazione di avere una preda da cacciare (e rendiamoci conto che applichiamo questi meccanismi con uomini che si fanno le sopracciglia, la pedicure e via dicendo. Ecco, rendiamocene conto. Cacciatori proprio. Di estetiste forse). Che uno potrebbe dire: “eh ma allora non sei una seduttrice”. Forse no. Ma in quanto sopra vedo solo un inutile dispendio di energie in menate. E’ già difficile trovare qualcuno che ci piaccia, che ci interessi sul serio. La sfida della conquista è sempre presente, non serve crearla. Non vedo il motivo di complicare ulteriormente le cose con bizzarre impalcature di atteggiamenti fasulli o contraddittori. 

Mi interessi? Ti cerco, te lo dico. Poi si vedrà. Un giorno per volta. Non mi interessi? Idem all’opposto. 

Non è sicuramente una citazione colta, ma il film “La verità è che non gli piaci abbastanza”, tratto dall’omonimo libro, dice una grande verità: “Se un uomo si comporta come se non gliene fregasse un cazzo di te, non gliene frega effettivamente un cazzo di te”. E sono profondamente convinta che sia così. Il che mi risolve parecchi problemi nelle relazioni con l’altro sesso, e mi lascia molto più tempo per guardare dei film, anzichè farmeli.

E lo stesso vale per me, anche se donna. Se dimostro interesse è perchè lo provo. Se non ti cerco è perchè non mi va di farlo. 

Il problema è che a volte, pur essendo schietta, vengo fraintesa comunque. Perchè i maschi sono appunto abituati a trovarsi di fronte donne che fanno l’opposto di ciò che sentono o pensano. Ma quello, sempre per non complicarsi la vita, è un problema loro. 

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