Il laureato. Ovvero un caso di fuga di cervello. Ma dal cranio proprio.

Ragazzi io cerco di star seria e concentrarmi e alzare il Pil. Però uno non può mandare un curriculum… lo leggo, vedo che manca una qualifica specifica. Gli rispondo e gli chiedo se ha quella qualifica e magari non l’ha indicata. La qualifica è quella di accompagnatore o guida turistica, per cui bisogna frequentare corsi, sostenere esami… insomma, quelle cose lì, solite e banali se vogliamo, per il riconoscimento di una qualifica. Lui, in tutta risposta, mi scrive: “No, sinceramente no, che cosa bisogna fare? Sono laureato da 2 mesi in architettura.”

Ecco, io lo so che tanta gente è laureata e non si sa come e quando e perchè si sia laureata e inquieta che siano LAUREATI. Però a volte me lo dimentico. Poi accadono cose così e me lo ricordo. Mi ricordo che quelli che si lamentano che “il pezzo di carta non vale nulla” non sempre hanno ragione. Perchè la questione è che, purtroppo, è il loro cervello a non valere nulla.

Cioè tu ti candidi per un lavoro, io ti chiedo se hai i requisiti, peraltro specificati nell’annuncio, e tu mi domandi che cosa devi fare per ottenere i requisiti. Come se fossi la maestra d’asilo a cui si chiede come disegnare, che ne so, un albero.

Signore, stammi vicino tu oggi. Ma tanto.

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