Il solito flusso di coscienza… mentre una vespa ronza in ufficio.

Questo sarà uno di quei flussi di coscienza in cui assemblo cose che non hanno nulla a che vedere una con l’altra se non per il fatto che abitano il mio cervello in maniera caoticamente contemporanea.

Ho appena letto una cosa che mi ha spezzato un po’ il cuore.

Detto questo, e lasciamo perdere, passerei ad alcune considerazioni… come preannunciato: a caso.

Letteratura.

Baricco scriverà anche bene e avrà anche scritto libri degni di nota oltre a quelli in cui non fa che ripetere se stesso in nome del dio marketing. Però è una persona di merda quindi mi sta sulle balle e non lo leggo. E stop.

Musica.

Se Justin Timberlake non aveva voglia di fare un nuovo disco, nessuno lo obbligava. Ci rispolveravamo le vecchie hit, serenamente proprio.

Malika Ayane bionda non si può guardare. Ma per nulla.

La canzone Amami di Emma Marrone ha un inizio troppo maestoso per essere appunto una canzone di Emma Marrone. Ti illude che stia per arrivare un pezzone. Invece no. è Emma Marrone. I tre minuti a seguire sono pura delusione e rammarico. Nonchè rimpianto per non ascoltare una stazione radio migliore.

Nek, ovvero Filippo Neviani, ha fatto un nuovo album. Si commenta da solo.

Politica.

Sentire Letta parlare di “sogno” e “follia visionaria”, mi fa pensare che voglia scimmiottare un qualche discorso del Che. Peccato per lui, con i suoi bei completi, che il Che fosse un asmatico che combatteva in alcuni dei luoghi con la più alta percentuale di umidità della terra. Combatteva, sul serio. Non si riempiva la bocca di cazzate facilmente fruibili per le masse. Io, apprendista licenziata in tronco dopo le grandi riforme Fornero per avvantaggiarci, aspetto di vedere che cosa fa per combattere la disoccupazione giovanile che tanto lo angustia. Tra il sogno e la follia. Chissà.

Ieri sera stavo cucinando dopo la palestra e avevo accesso su La7. Ho sentito, perchè non stavo guardando quindi non so chi l’abbia detto, dire: “ci sono persone di 35 anni che non sono ancora entrate nel mercato del lavoro e pesano sulla famiglia, che si trova a dover ripianificare ciò che aveva progettato”, o qualcosa di simile. Ok, vero, ma manca un pezzo. Se a 35 anni, ma secondo me anche a 28, non sei ancora economicamente autonomo, oltre a pesare sulla famiglia ti senti una merda indegna di vivere e ti viene voglia di suicidarti. Che magari hai pure studiato e fatto tutto a modo. Così, tanto per ricordare che la disoccupazione giovanile non è solo una questione di bilancio familiare ma anche di senso della dignità umana. Poi per carità, sta a noi giovani capire che espatriare è l’unica.

Telefonia.

Questa è una vera dilusione totale. Totale. Messaggi giusti ma mittente sbagliato. Telefonate mai pervenute. Rivoglio i piccioni viaggiatori.

Capelli.

Non posso andare avanti a trecce medievali. O li taglio o mi candido per un remake di Lancillotto e Ginevra, non vedo altre soluzioni.

E basta, la pausa pranzo è finita e io oggi ho milioni di cose da fare se voglio arrivare in tempo a vedere Dario. E non si può perdere uno spettacolo di Dario.

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