Le irrilevanti ragioni degli altri.

Dopo anni passati a domandarmi perchè Tizio facesse così o Caio dicesse cosà, cercando giustificazioni improbabili a comportamenti ingiustificabili sotto ogni punto di vita, grazie a quella che comunemente chiamasi -esperienza-, sono giunta a una conclusione fondamentale. Ovvero che non mi interessa minimamente ciò che muove una persona a comportarsi in un determinato modo. Quello che conta è quello che c’è: il comportamento con il quale tu ti stai relazionando (ricalcando il vecchio adagio per cui What you see is what you get). 

Si potrebbe giudicarla una scoperta banale, tuttavia se calcolo quante amiche mi raccontano di questo e di quello e di come si comportano, costruendo sulle loro possibili motivazioni castelli in aria infiniti, alle fondamenta dei quali io sto già pensando ad altro, banale non lo è. 

Smettere di cercare le ragioni altrui è un immenso guadagno di tempo ed energia e determina un sensibile miglioramento della qualità della propria vita. 

Se una persona ti tratta male, ti causa sofferenza, non importa che lo faccia perchè da piccola è caduta dalla culla, perchè ha mangiato del cibo avariato o perchè ha scoperto che i mini pony non esistono… o qualunque altra cosa possa venire in mente alla nostra mente malata (e no, purtroppo i mini pony non esistono, lo so, la vita è dura per tutti).

Se una persona ti tratta male ti sta trattando male, punto. Sta a te impedirle di farlo, non farti mille domande sul perchè lo faccia. Onestamente, chissenefrega. E’ come se uno che si è tagliato, anzichè medicarsi e fermare l’emorragia stesse lì a valutare come sia stato possibile tagliarsi mentre si lascia morire dissanguato. Eppure vedo persone che si “autodissanguano” l’anima ogni giorno. Basandosi sul niente. Ragionando di niente. E lo considerano normale. 

Non si chiedono nemmeno loro che cosa vogliono, che cosa desiderano, di che cosa sentono la mancanza nel rapporto, di qualunque natura, con una determinata persona. No, si chiedono perchè quella persona si comporti così. A me piace ragionare di cose concrete. L’abuso di psicologia spicciola non mi interessa e anzi, mi tedia mortalmente. E tediare la mia persona è reato. 

Io non sono una psicologa. Non mi domando se tuo padre ti ha dato troppi calci nel sedere o troppo pochi. Se tua madre era apprensiva o ti trascurava. Non rilascio fattura a fine seduta. Al massimo posso consigliarti di andarci da uno psicologo. Senza i mini pony, s’intende. 

 

Advertisements
This entry was posted in Uncategorized. Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s